Questo sassofonista e flautista jazz collaborò come sideman (e come musicista accreditato a tutti gli effetti) in album di Quincy Jones, Jimi Hendrix, Caetano Veloso, Steamhammer e tanti altri. E, come bandleader, ha pubblicato almeno una mezza dozzina di LP.
mercoledì 5 novembre 2025
Auguri in cielo a... Harold McNair!
mercoledì 24 settembre 2025
Lorenzo Cellupica Quartet - 'This is Odd'
(Ma.Ra.Cash Records, 2025)
Lorenzo Cellupica Quartet - This is Odd
Colore & Tecnica
Lorenzo Cellupica (già Mobius Strip) è pianista, compositore; e il suo Quartet si presenta fin da subito come una splendida realtà jazz /fusion.
Non posso non affermare di essere veramente entusiasta: This is Odd è un album grandioso. Pur avendo apprezzato il lavoro solista della "casa infestata" (appunto In A Haunted House), qui siamo già dentro un altro scrigno. Il viaggio è piacevole - da "Music for Four Musicians" alla straordinaria "On The Tail Of A Rainbow" - e il 'rewind' è d'obbligo.
Il gruppo è formato da:
- Lorenzo Cellupica: piano, composer
- Damiano Drogheo: tenor and alto sax
- Gianfranco De Lisi: el. bass
- Massimo Ceci: drums
Brani preferiti: "This is Odd", la quarta traccia, quella che dà il titolo all'opera e che è anche la più lunga con i suoi 9 minuti; si trova a circa metà dell'album (della durata complessiva di poco meno di un'ora) e separa brani come "I Can't Paint" e "No Strawberries", de facto due facce della stessa urgenza espressiva. Un altro grandissimo brano: il già citato "On The Tail Of A Rainbow". Ma l'album "tiene" nella sua interezza, rappresentando, come già accennato, un percorso plastico tra improvvisazioni e variazioni (spesso, diversificazioni degli stessi motivi e sequenze di note).
peter di 'Prog Bar Italia',
'Topolàin'
e...
lunedì 22 luglio 2024
Nuove uscite "avventurose"
Avventurose o, come direbbe qualcuno, "fuori di testa"?
In realtà si tratta qui di tre opere che vogliono stendere le antenne in direzione musica sperimentale, con uno dei tre lavori (il primo) che può avere - e ha - anche un alto valore di intrattenimento.
Uscito in associazione con Moonjune Records:
Core 'ngrato
by Guarino Savoldelli Quintet
Corrado Guarino è un nome noto nella scena jazz italiana, nonostante le sue pubblicazioni non siano numerose. Per Core 'ngrato ha collaborato con l'acclamato cantante Boris Savoldelli, già conosciuto alla maggior parte dei lettori di Exposé per la sua associazione con Moonjune Records e per svariate uscite su quell'etichetta. A completare il quintetto ci sono Guido Bombardieri al sax alto e clarinetto, Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso e il batterista Stefano Bertoli: tutti loro hanno tutti suonato in precedenti dischi di Guarino (Chi? del 2004, una serie di cinque album-tributo dal nome Le Fiabe del Jazz pubblicati tra il 2008 e il 2011, e Si Vede Che Era Destino (2011), nonché probabilmente in alcuni altri di cui non sono a conoscenza. La band era dunque ben affiatata già prima dell'arrivo di Savoldelli, ma sono le sue vocalizzazioni camaleontiche e le alterazioni vocali elettroniche che rendono questo album così avvincente e unico.
Savoldelli e Guarino hanno composto solo due dei dieci brani dell'album. Tre canzoni sono tradizionali (risalgono al XVII e XIX secolo), il resto è di altri compositori. La maggior parte dei pezzi sono leggermente rilassati, alcuni allegri e aggressivi - come ad es. "Ciceranella", che sono certo di aver già ascoltato prima [...] “So' Le Sorbe e Le Nespole Amare” è un altro pezzo potente e melodico dal sapore decisamente folk, che offre al sassofonista Bombardieri spazio per brillare. Ogni traccia qui è eccezionale e offre una gamma di idee jazzistiche e vocali che stupiranno l'ascoltatore.
3+3
by Tomeka Reid Quartet Cuneiform Records
Tomeka Reid, cello
Jason Roebke, bass
Mary Halvorson, guitar
Tomas Fujiwara, drums
La cellista Tomeka Reid (sue tutte le composizioni) ha licenziato nel 2023 questo album di "musica avventurosa", esplorando nuova matematica sperimentale con il suo quartetto stellare, che è così giunto alla terza pubblicazione.
venerdì 12 luglio 2024
'Jazz italiano per le terre del sisma' - Abitare il suono
giovedì 25 gennaio 2024
Lorenzo Cellupica - 'In A Haunted House'
Lorenzo Cellupica è probabilmente meglio conosciuto nei circoli del progressive rock (indirizzo: jazz rock) per il suo coinvolgimento come tastierista negli eccellenti Möbius Strip. Scoprire questo suo In A Haunted House ha rappresentato una piacevole sorpresa. Cellupica usa qui solo il pianoforte ed è interessato a portarci in una direzione non esattamente diversa da quella dei Möbius Strip: lo stile è sicuramente espressionista (e qui ci siamo), ma In A Haunted House è un lavoro molto personale, più "classico" e ad ogni modo più "colto". Ci pare di cogliere echi di Debussy, addirittura di Musorgskij, con qualche passaggio atonale e salite e ridiscese che sarebbero piaciute a un Rimskij-Korsakov. (Poiché il jazz è stato anticipato dalle innovazioni dei grandi compositori del XIX e XX secolo ed è compenetrato da tali nuove correnti.)
Dall'inizio alla fine del CD, l'attenzione dell'ascoltatore è "intrappolata" in una serie di quadri e quadretti, motivi, invenzioni e improptu davvero geniali nella loro apparente semplicità costruttiva. Ma, se vi attendete un'opera leggiadra, frivola, siete completamente fuori binario. È l'esecuzione che ci fa apparire tutto così scorrevole e di (relativo) facile ascolto.
domenica 30 aprile 2023
In memoria di Ahmad Jamal
Con la morte di Ahmad Jamal (1930-2023), dopo quella di Wayne Shorter, il jazz perde uno degli ultimi protagonisti di un tempo che ha segnato la storia del Novecento.
Ecco il pianista in un bello scatto di Roberto Sanna: Jamal è qui sul palco di 'Time In Jazz' nel 2011.
Ahmad Jamal - 'The Awakening' (1970)
Nato come Frederick Russell Jones a Pittsburgh il 2 luglio 1930, si è spento a Sheffield (Massachusetts) il 16 aprile scorso. Cambiò il suo nome in Ahmad Jamal dopo la sua conversione all'Islam avvenuta nel 1950.
Per sei decenni, nel ruolo di leader di piccoli gruppi, ha ottenuto un grande successo. Oltre a essere un Jazz Master del National Endowment for the Arts (NEA), ha vinto un Grammy alla carriera per i suoi contributi alla storia della musica.
Ha iniziato a suonare il pianoforte all'età di tre anni. A sette anni fu allievo di Mary Cardwell Dawson, che lo influenzò fortemente. Le sue radici a Pittsburgh sono rimaste una parte importante della sua identità ("Pittsburgh significava tutto per me e lo è ancora", ha detto nel 2001). Lì era immerso nell'influenza di artisti jazz come Earl Hines, Billy Strayhorn, Mary Lou Williams e Erroll Garner. Jamal ha anche studiato con il pianista James Miller e a quattordici anni era già un pianista professionista, lodato tra gli altri da Art Tatum. A un critico del New York Times, Jamal ha raccontato: "Ero solito praticare, e praticavo con la porta aperta, sperando che qualcuno passasse e mi scoprisse. Non sono mai stato uno stakanovista, nel senso di coloro che suonano dodici ore al giorno, però ho sempre pensato alla musica. Penso sempre alla musica".
Ahmad Jamal - mix of songs
Suoi stili: jazz tradizionale, hard bop, modal jazz, cool jazz, post bop.













