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domenica 2 aprile 2023

Il 'Dante' di Nicola Alesini

 

 

L'immagine "in copertina" dell'Inferno di Pieter Huys (seguace di Hieronymus Bosch) introduce Dante: disco uscito non in formato fisico ma solo in quello digitale per la MP & Records. Qui Alesini è con un nuovo collaboratore: Fabrizio Cicero (ai drums).

I brani rispecchiano i “quadri” danteschi più noti. L'album è un estratto dalla registrazione live (su due tracce) di cinque concerti settimanali, dal titolo “Viaggi Immaginari tra Inferno e Paradiso”, tenutisi nel luglio 2009 in Piazza dei Ravennati a Roma.

Dante è uscito il 25 marzo 2023... dunque, per Dantedì! (Ascoltalo su Spotify.)



  Nicola Alesini: saxes, loops, loop machines, voce 
  Fabrizio Cicero: batteria


Tracklist
  1 "Nel mezzo del cammin" (4:09)
  2 "Nella città dolente" (6:15)
  3 "Caron Dimonio" (8:09)
  4 "L’Ora che volge" (6:39)
  5 "La bocca sollevò dal fiero pasto" (5:10)
  6 "Amor che…" (4:35)
  7 "Come sa di sale" (7:48)
  8 "La miseria" (4:14)
  9 "Diverse lingue" (7:00)
  10 "Quali colombe (3:14)
  11 "Ombre portate" (5:49)
  12 "Come d’autunno" (2:59)
  13 "A chi più sa più spiace" (5:43)
  14 "Vergine Madre" (3:23)


M.P. & Records
is a branch of G.T. Music Distribution di Antonino Destra
Via Municipio, 5
35019 TOMBOLO (Padova) ITALY Ph. +39 49 9470749
   email:
   mprecords@mprecords.it

                                                Link: Nicola Alesini su Spotify

 Un viaggio molto lungo quello di Nicola Alesini nel mondo della musica. E a un certo punto ecco l'incontro con l'autore della Divina Commedia, opera somma che, risaputamente, tratta proprio di un viaggio: un viaggio a tappe nei Tre Regni Ultraterreni. La musica spesso è come una nebbia blu, è evanescenza. Ma i brani - in questo come negli altri album del sassofonista romano -, avendo un titolo ben preciso, ci fanno collegare le note a un luogo o personaggio definito e, pur navigando nel sogno, l'ascoltatore si rende conto di avere a che fare con un messaggio netto e diretto. 

Qualitativamente, non c'è il minimo dubbio: il sax di Nicola Alesini è una garanzia; e alla qualità si abbina la forza narrativa. Ogni suo album ha un tema, un argomento, un concept centrale. Questo lavoro su Dante assomiglia, nelle risonanze, a Cities (uno degli output più noti di Alesini, registrato insieme a Saro Cosentino). Lì si trattava di passare di città in città; qui il viaggio ci porta da girone a girone. Ciò che maggiormente deve aver affascinato il musicista è il significato di certi canti danteschi, nonché il loro riscontro con la realtà odierna. Nella Commedia, abbiamo inoltre il topos della selva. E l'incanto dell'amore puro...

 Breve bio

Nicola Alesini è nato a Sanremo nel 1947. È ancora un bambino quando la sua famiglia si trasferisce a Roma. E, nella caput mundi, Nicola prenderà la laurea in Fisica.

Ancora adolescente, si appassiona per la musica: a tredici anni acquista un Melodica Honer e inizia lo studio del pianoforte. Sempre in età adolescenziale, si mette ad ascoltare dischi dei Soft Machine, Ornette Coleman, Gunter Shuller, Modern Jazz Quartet, i Nucleus di Ian Carr, Traffic, Weather Report. Proprio in questi ultimi, scopre l’amore verso il sassofono grazie a Wayne Shorter.



Le sue prime apparizioni pubbliche sono nel 1979 con il contrabbassista Gianluca Taddei. Parte poi una lunghissima discografia dove ogni contaminazione globale si fonde al jazz e alla musica elettronica: tale connubio (jazz + elettronica) diventa la cifra stilistica di Alesini ed è alla base della sua concezione di far musica.

Il musicista si muove sia nelle tradizioni, usufruendo delle atmosfere del Mediterranean Sound, sia nelle sperimentazioni, con riferimenti alla scuola jazzistica nord europea. Esordisce discograficamente nel 1988 con Mediterranea, insieme al pianista Andrea Alberti e al già citato Taddei. Suggestioni oniriche, introspezione, recupero della cantabilità e delle armonie del passato, oltre alla ricerca tecnica, sono gli ingredienti fondamentali delle sue composizioni, in una discografia già vasta e che si estende fino a oggi.

Nicola Alesini è stato anche sassofonista e storico collaboratore di fiducia di Claudio Lolli, nell'ultimo decennio di vita del cantautore bolognese. La cooperazione tra lui e Lolli ebbe inizio con l'album La scoperta dell'America, 2006, dove Alesini è presente nell'ultima traccia; dopodiché Lolli lo chiama a divenire suo arrangiatore e musicista anche per il futuro. 

In quello che risulterà essere il disco finale del rimpianto poeta-cantante, ossia Il Grande Freddo (2017), nella title track e poi nella riproposizione a chiusura del disco (la traccia n. 9: "Raggio di Sole [Il Grande Freddo Reprise]"), Nicola Alesini lascia la sua doppia firma, suonando magistralmente il tema e chiudendo l'album con una malinconica coda. Saranno anche le ultime note registrate da Claudio Lolli...

"Poesia senza parole": come tutti i brani del sassofonista. E come in Dante.



Ci sentiamo obbligati ad associare questo suo album sul celebre Vate a un altro suo prodotto, un prodotto recente: l'EP Un amore partigiano. E ciò perché siamo vicini al 25 aprile, in cui si celebra la liberazione dal nazifascismo, e non ancora lontani dallo scorso 25 marzo, che è appunto Dantedì.

Dante, già. In Dante stesso, il senso di giustizia e l'impegno civile sono ideali continuamente presenti, condizionandone le scelte di vita. L'Alighieri combatté persino in battaglie violente e sanguinose, rinunciando - sia pur involontariamente - alla libertà, dovendo subire la condanna dell'esilio...

Per Alesini la dedizione al bene comune è decisivo, come del resto testimoniato dalla sua partecipazione e presenza in manifestazioni e concerti di lotta; eppure, la sua musica risulta essere magia sonora, i suoi motivi, le arie, gli intercalari, non sono raffiche di mitra! L'impegno di Nicola Alesini si traduce nel sortilegio dei suoni.






            


Nicola Alesini usa i sassofoni attraverso gli effetti elettronici e, come detto, cerca di portare questi suoni anche alle ricorrenze e agli happenings di rilevanza sociale. (Per e con Articolo 21 per il giornalismo, Ossigeno per l'informazione, o l'ANPI.) Alesini è figlio di un partigiano (i suoi genitori si conobbero in Liguria durante la Resistenza: c'erano i rastrellamenti nazisti e sua madre, con l'aiuto delle suore, nascose il combattente Alesini nel "Castillo" di Sanremo). Proprio in ricordo dei suoi, nel 2022 il sassofonista ha pubblicato il suddetto Un amore partigiano: curiosamente, è lo stesso titolo del libro di memorie di Iole Mancini ("staffetta" delle Brigate Garibaldi), uscito nel medesimo anno; ma in realtà questo EP del musicista romano è nato come commento sonoro per il libro (e audiolibro) La ragazza nella foto - un amore partigiano, di Donatella Alfonso e Nerella Sommariva. Poi il lavoro di Alesini ha assunto una dimensione autonoma, divenendo un disco tutto suo sul tema della Resistenza. In Un amore partigiano, il sassofonista evoca, in maniera a tratti onirica, le gesta del padre in lotta contro fascisti e tedeschi. La fluida narrazione (che ricorda il flusso di coscienza nelle opere letterarie) riepiloga i racconti del genitore.

Nell'album Dante, la coscienza civile è ancora più arricchita di suggestioni e visioni. Anzi tale coscienza - com'è di fatto nella Divina Commedia - serve a traslare le visioni profetiche fino ai nostri giorni.
Letteratura, teatro, danza: Nicola Alesini spesso integra la sua musica con altre forme d'arte. Parola, gestualità e immagine si incontrano e si fondono nelle sue creazioni pentagrammate. Che, non per caso, sarebbero e sono ideali soundtrack cinematografici.


Dante, album in digitale, MP & Records. Su tutti gli stores digitali. Maggiori infos: qui

Alesini ha lavorato con musicisti del calibro di Glen Velez, Hans Joachim Roedelius, David Sylvian, Roger Eno, David Thorn, Harold Budd, Steve Jansen, Richard Barbieri. Sylvian ha inserito due brani di Alesini nel suo doppio album antologico Anything and Nothing.




     Recenti collaborazioni

  Tim Bowness - Butterfly Mind  (Inside Out Music, Sony Music 2022)
   Nicola Alesini e Saro Cosentino - The Road To Now (Cat Sounds, 2022)
  Nicola Alesini e Theo Allegretti - In Search Of Light (Dodicilune Dischi, 2022)  

E poi c'è F.D.A., del 2006, dedicato a Fabrizio De André ed edito da il manifesto.  
Accolto con entusiasmo dalla critica, F.D.A. è un incontro con le musiche del grande artista genovese... senza voler per forza essere un disco di rielaborazioni di canzoni di De André. F.D.A. è un lavoro personalissimo di Nicola Alesini, in cui emerge il suo tipico stile a base di melodie e fraseggi che trasudano vita, passioni, sentimenti. In F.D.A., Alesini ha preso, di Faber, la nostalgia, l’ironia, l’amore e l’impegno, inserendovi  elementi della propria visionarietà compositiva. 12 pezzi, di cui 8 appartenenti al repertorio più conosciuto del primo De André: "Bocca di Rosa", "Amore che vieni amore che vai", "Il Testamento di Tito"... 4 sono i brani originali. Uno di questi, "Per F. & L.", ispirato all’incontro tra Fabrizio De André e Luigi Tenco, riesce particolarmente romantico e struggente, grazie anche alla straordinaria complicità dei Radiodervish, che con Alesini firmano il pezzo.

Dante, album in digitale, MP & Records. Su tutti gli stores digitali. Maggiori infos: qui


Recensione di Cities (con Saro Cosentino)






sabato 26 marzo 2022

Un libro su pianisti jazz (dal ragtime al bebop) destinato a pianisti... e non solo

 "Quando improvviso, penso in termini di sonorità, non di accordi o melodia. Alcune tra le mie cose possono non avere una continuità armonica convenzionale, ma se suonano bene e hanno coerenza ritmica, le faccio."

(Dick Wellstood)




La passione è contagiosa. Un grande pianista e tastierista contemporaneo, Riccardo Scivales (noto come leader del gruppo di progressive rock Quanah Parker, oltre che di Mi Ritmo), si è dedicato a un notevole lavoro di divulgazione - in italiano e in inglese -; e, inutile specificarlo, con questo Storie di vecchi pianisti jazz è riuscito a risvegliare in noi la fiamma dell'ardore per quel tipo di musica che vive in una dimensione estemporanea e improvvisativa, per la storia - che non è solo biografia - di tanti eroi dei tasti bianchi-e-neri e per le varie tecniche esecutive. 


   Video: Marco Fumo suona "Squeeze me", un brano di Thomas "Fats" Waller e Clarence Williams nella versione che ne dà Willie "The Lion" Smith e nella trascrizione di Riccardo Scivales.


Questo è il primo volume della Scivales Music self-publishing house, intanto arrivata a cinque titoli, e vi incontriamo i migliori protagonisti del repertorio pianistico afroamericano. Buona parte dei quali (e dovremmo vergognarcene!) erano a noi sconosciuti o avevamo di gran lunga obliati.


 Riccardo Scivales


Il libro, che contiene diverse trasposizioni (di note che, originariamente, non nascono per essere fissate su uno spartito!), si rivolge ai professionisti del genere, ma riesce a catturare - e ad ammaliare - anche chi non ha mai toccato uno strumento in vita sua. Ovviamente è indispensabile che il lettore abbia una conoscenza di base o nutra comunque un reale interesse per il jazz... e per la musica tout court.

   
    
Dall'alto in basso: Art Tatum, Thelonious Monk e il "re del mambo", Mario Bauzá



Storie di vecchi pianisti jazz ci immerge fin da subito nell'atmosfera dell'America degli Anni Venti, con Eubie Blake (il quale fu il primo musicista ad apparire in un film sonoro, quattro anni prima di Al Jolson) e, come dice anche la descrizione (il sotto-sottotitolo), ci farà fare un viaggio fino a Thelonious Monk e dintorni, passando per Duke Ellington ("dal ragtime all'astrazione") e la Latin Music. Il libro è ricco di aneddoti e contiene un centinaio e passa di esempi musicali trascritti.


Jelly Roll Morton, Willie "The Lion" Smith, Duke Ellington, Thomas "Fats" Waller, George Gershwin... Art Tatum... Nat "King" Cole, John Dickson "Peck" Kelley, Johnny Guarnieri, Monk... e tutti gli altri: artisti straordinari che rifiutavano le convenzioni, spesso non senza rischiare di brutto, e che si imbarcarono in una vera e propria ricerca anche esistenziale, chi gettandosi anima e corpo su uno stile come lo swing, chi arrivando a sperimentare "una cosa dell'altro mondo" come il bebop... spesso concorrendo tra di loro in bravura (in velocità o in profondità oppure in entrambe le cose), a chi riuscisse ad andare più lontano, a chi riuscisse a inventare di più.


   Video: lo stride di James P. Johnson


    Video: Charlie & Eddie Palmieri, qui con Ismael Quintana

Troviamo, nel volume in questione, uno panoramica sull’evoluzione dello "Spanish tinge" e del Latin Jazz, dai suoi albori ai favolosi mambos di Mario Bauzá. Inoltre, uno studio approfondito (con applicazioni pratiche) circa i moduli poliritmici usati nell’improvvisazione pianistica afrocubana e Latin Jazz, desunti dall’opera di due colonne portanti: Charlie ed Eddie Palmieri. Infine, un utile saggio-guida sulle modalità e gli intenti "di una delle pratiche fondamentali per ogni studente e studioso di jazz, cioè la trascrizione nota-per-nota di brani e assoli tratti dalle incisioni originali dei maestri di riferimento".


Un excerpt da Storie di pianisti jazz:


Zurigo, Tonhalle, 30 novembre 1934. Concerto dell'orchestra di Louis Armstrong. Al pianoforte, Herman Chittison, un pianista statunitense, venticinquenne, recentemente approdato in Europa (dove ha già inciso alcuni dischi a Parigi). Inframmezzati ai dodici brani eseguiti da Armstrong e della sua orchestra, il programma del concerto prevede una decina di assoli di Chittison. Tutto procede come stabilito, finché Chittison conclude il suo primo set di assoli e Armstrong si fa avanti sul palco per annunciare i titoli dei brani successivi, eseguiti dall'intera orchestra. Ma a questo punto il pubblico lo interrompe, gridando a viva voce: "Lascia suonare Chittison! Vogliamo sentire il pianista!" E Armstrong, sebbene riluttante, non può far altro che acconsentire a questa richiesta... Oltre che nell'effettivo talento di Chittison, una spiegazione a questo insulto ad Armstrong può essere ricercata anche nel fatto che in quegli anni il pianoforte "jazz" o "pseudo-jazz" (sia che si trattasse di Fats Waller, di Lee Sims, di Charlie Kunz o di Raie Da Costa) era apprezzato dal pubblico europeo (composto prevalentemente da appartenenti al ceto medio e alto borghese) più di qualsiasi altra espressione musicale afro-americana.


(Dal capitolo dedicato a Herman Chittison, 'L'eleganza e il brio'.)

 

[ Per inciso, Chittison fu un idolo giovanile sia di Monk che di Horace Silver, e fece una grandissima impressione anche sul giovane Chick Corea. ]

 



          Tutti i libri dell'Autore su Amazon


Altri link:

Articolo - in inglese - di Becca Pulliam su The Syncopated Times: "Riccardo Scivales Transcribes the Stride Masters"


Qui una bella presentazione/recensione del libro Storie di vecchi pianisti jazz sul blog MAT2020: https://mat2020.blogspot.com


... e qui (video su YouTube), un esempio di come suonavano i pazzi, originalissimi pianisti narrati in Storie di vecchi pianisti jazz.
Ellington, Monk, ecc. hanno attinto a piene mani da loro. 


Altro esempio su video: trascrizione di Riccardo Scivales di un capolavoro assoluto di James P. Johnson, avveniristico per l'epoca in cui fu composto: click!  





Canale YouTube della Scivales Music

  

Quanah Parker (band)  


Riccardo Scivales su Facebook



       

 

 

 Breve bio di Scivales


Riccardo Scivales ha insegnato per molti anni (1999-2009) Storia del jazz e della musica latina al TARS (ex DUTARS) dell'Università di Venezia.

Ha scritto circa trecento programmi radiofonici sul jazz per RadioTre (RAI-Radiotelevisione Italiana).

Numerosi suoi saggi, articoli e recensioni sulla musica jazz e afrocubana sono stati pubblicati su importanti riviste musicali come The Piano Stylist, Keyboard Classics, Piano TodayMusica Jazz, Ring Shout, Musica Oggi, Jazz, Blu Jazz, Rassegna Veneta di Studi Musicali, Venezia Arti, Il Sismografo, e Il giornale della musica.

Molti suoi libri sono stati pubblicati prima negli Stati Uniti e più tardi anche in Italia con l'etichetta Scivales Music. Oltre ai volumi firmati con il proprio nome, ha scritto, con Enrico Intra, la raccolta di brani Jazz Piano Repertoire (Scivales Music, 2021) e il libro L'improvvisazione è improvvisata? (M&P/M’O, 2022). Enorme successo sta avendo il suo nuovissimo metodo PLAY… LATIN PIANO LIKE A PRO! (disponibile su Amazon) che tra le altre cose include 23 sue composizioni, molte delle quali si possono ascoltare su YouTube suonate da pianisti e band un po’ di tutto il mondo.

Come pianista e compositore, ha lavorato per diverse produzioni teatrali.

Negli anni ha collaborato con vari musicisti della scena veneziana.

Dal 1981 è il pianista/tastierista e compositore del suo gruppo rock progressivo Quanah Parker e dal 1995 del suo gruppo afrocubano Mi Ritmo.

Ha contribuito all'orchestrazione della prima italiana del musical di George Gershwin Lady, Be Good! (come rivisto da K. Cazan, K. Farrell e D. Sturrock. Venezia, PalaFenice, 2000).

Numerosi brani “Classic Latin” di Riccardo Scivales sono stati spesso eseguiti in programmi di concerti insieme a brani di Piazzolla, Ginastera, de Falla, Rodrigo, Ponce, Gardel, Ellington, Gershwin, J.S. Bach, Schubert, ecc.


 Uno dei libri in inglese di Scivales 

 

lunedì 5 aprile 2021

Nicola Alesini e Saro Cosentino - 'Cities'

Ecco un incontro intrigante, che non poteva che dare i suoi frutti. I viaggi, la suggestione dei paesaggi, le atmosfere etniche sono tra i punti in comune dei due musicisti in questione. E il teatro. Entrambi infatti sono stati autori anche di musiche per spettacoli teatrali. (Per la biografia di Saro Cosentino, vi rimando alla nostra recensione di TV Dinner.)



I sette brani di Cities recano nomi di altrettante città e, considerate la preparazione e le caratteristiche dei titolari del progetto, non potevamo che aspettarci questi godibilissimi dagherrotipi in movimento, queste impressioni oscillanti. 
Nicola Alesini (Sanremo, 1947) lo conosciamo dagli Entropia, gruppo romano dedito alla ricerca di nuove sonorità nell’ambito dei ritmi e delle melodie della tradizione mediterranea. Il sassofonista-clarinettista ama esplorare le molteplici espressioni sonore dei fiati con l'apporto di effetti elettronici.
Saro Cosentino (qui al fretless bass, alle chitarre, alle tastiere e al programming) è un altro veterano di #jazz e #sperimentazione. (Ancora una volta: vedi la recensione di TV Dinner, album by Saro Cosentino & Mino Di Martino). Nato nel 1960, il compositore romano è riconosciuto a livello mondiale dagli esperti e gli usufruitori della musica d'avanguardia. (Saro Cosentino Music, su Youtube.)
Tra l'altro ha già fatto un album con lo stesso Alesini: Athmos Sphere (with Joao Filipe and Nicola Alesini - 2017). Per tacere dei vari soundtrack cinematografici, le musiche per la TV e il teatro, i lavori con Franco Battiato ecc.

Cosentino  Alesini



NICOLA ALESINI - SARO COSENTINO

          Cities

CD - Cod.: MPRCD095 - Barcode: 8001902100951

Etichetta: M.P. & Records - Anno: 2021
 Esce il 12 aprile 2021 - M.P. & Records



 


Cities: poco più di mezz'ora e... tutto il mondo. Quello conosciuto. Si comincia con il brano "Genova" ed è come se il suono, nell'intro, volesse penetrare nei meandri dei carrugi, avanzando e smuovendo ogni cosa come le onde; finché non parte la melodia. Melodia che viene trasportata, in tutte le tracce, ora dal clarinetto basso, ora dal "curved soprano sax Yanagisawa SC991". È Nicola Alesini a sprigionare la magia, a portarci nel blue... e nel blues, accompagnato da un altrettanto ispirato Saro Cosentino
Da Genova passiamo alla drammaticità di Istanbul, e quindi arriva "Lisbon", traccia che rispecchia appunto la regione e la città di Lisbona, senza troppa saudade in realtà... Questa, la saudade, ha invece traslocato nella cornice giocosa di "Palermo", città viva pur con la sua tristezza a strascico. "Praga" poi assume la natura di un classico;  è una composizione davvero bella, convolvoli di note. Infine "Venezia": Venezia come vista dal vaporetto, con un senso di sospensione. 
Ci sono citazioni disseminate qua e là, poche ma riconoscibili. Perché questo viaggio è anche un indagare la musica jazz, nelle sue articolazioni geografiche e stilistiche. 

Alesini fa uso degli electronic loops, per chi predilige il minimalismo.

Dall'interno del libretto





Che altro aggiungere? Si tratta di composizioni di pregio, spesso eteree e trasognate. I due artisti rinunciano al groove, rinunciano al rhythm and blues, e le città sembrano essere osservate a volo di uccello, in maniera tranquilla e distaccata (vedi ad esempio "Roma", traccia n. 6).




       Alcuni esempi di lavori trascorsi dei due musicisti:

   Nicola Alesini: "Annapoli"




   Saro Cosentino: "From Far Away" (featuring Peter Hammill)



   Saro Cosentino - Mino Di Martino: "Sheltering Sky"



   Nicola Alesini & Pier Luigi Andreoni feat. David Sylvian: "The Golden Way"



NICOLA ALESINI (piccola presentazione)

Ecco un altro musicista che ha iniziato relativamente tardi a suonare (vedi il nostro articolo su Lorenzo Giovagnoli). "Mi sono laureato in fisica teorica e ho insegnato per trentadue anni. I due mestieri per un lungo periodo si sono sovrapposti, poi c’è stata una dissolvenza incrociata, sono andato in pensione come insegnante e ho continuato a fare solo il musicista. Avendo iniziato tardi, intorno ai trent’anni, ho sempre avuto il complesso dell’autodidatta..."

A noi importa soprattutto che ci viene regalato un sax a dir poco cosmico. Usufruiamo del prolungamento delizioso delle note: si sente subito che questo musicista ha un rapporto di carattere mistico con lo strumento. Il lirismo non manca mai ed era già risaltato in album precedenti (la sua discografia include tra gli altri un tributo a Fabrizio De André registrato con i Radiodervish: FdA). Cosa ci si offre? Jazz e musica popolare, ambient e world music. Sicuramente lo scandinavo Jan Garbarek è un punto di riferimento per Alesini.
Visionarietà, magia, suggestione sono le cifre stilistiche delle sue composizioni e del suo fraseggio certamente lirico, come abbiamo visto, ma sempre netto, graffiante.

Mentre di Cosentino vengono giustamente ricordate, in primis, le sue collaborazioni con Battiato (è stato anche coautore di alcuni brani del genio siciliano), di Alesini dobbiamo specificare che ha lavorato con musicisti del calibro di Glen Velez, Hans Joachim Roedelius, David Sylvian, Roger Eno, David Thorn, Harold Budd, Steve Jansen, Richard Barbieri. Peraltro, Sylvian ha inserito due brani di Nicola Alesini nel suo doppio album antologico Everything and Nothing, del 2000.




 

Dalle note della M.P. & Records:

... Ne deriva la ricerca, spesso difficile, di trovare una identità all’interno di una situazione preordinata, come sottolineano le citazioni, inserite nel libretto, di Italo Calvino (nel libretto a pagina 4), di Nicola Alesini (nel libretto a pagina 8) e di Vannuccio Zanella (nel libretto a pagina 6).

Prodotto da Nicola Alesini e Saro Cosentino, realizzato da Vannuccio Zanella per M.P. & Records, progetto grafico e layout di OndemediE.

In uscita il 12/04/2021 per M.P. & RECORDS, distribuzione G.T. MUSIC DISTRIBUTION di Antonino Destra.


Musicisti:
Nicola Alesini: sax soprano, clarinetto basso, loops elettronici;
Saro Cosentino: basso fretless, chitarre, tastiere, programmazione;

Massimiliano di Loreto: batteria in "Praga".

 


     TRACKLIST:

1 – Genova (per Carlo) (5:41)
2 – Istanbul (3:52)
3 – Lisbon (4:22)
4 – Palermo (4:22)
5 – Praga (4:40)
6 – Roma (3:24)
7 – Venezia (4:48)

 


Una menzione speciale per il progetto grafico e il layout! OndemediE ci ha lavorato davvero bene e ha avuto delle idee straordinarie. 



martedì 3 novembre 2020

Ascoltiamo il Pat Metheny Group

 Pat Metheny, classe 1954, compositore e chitarrista jazz statunitense, docente di musica a Miami e poi, grazie al vibrafonista Gary Burton, al celebre Berklee College of Music di Boston. Rappresentante del free jazz, si appoggia fin dal 1976 (si appoggiava, dobbiamo purtroppo specificare) sul tastierista Lyle Mays per portare avanti il discorso del suo Pat Metheny Group. Metheny è responsabile delle melodie, Mays (lo era) delle complesse armonie; generalmente. 

Altro elemento di spicco del PMG è il bassista Steve Rodby.

Nel video sottostante (Speaking of Now, 2002) gli elementi della band, insieme a Pat Metheny, sono:

Lyle Mays (piano, sintetizzatori; Lyle è morto il 10 febbraio 2020 a 67 anni), il camerunese Richard Bona (al basso fretless, alla chitarra acustica, voce, percussioni), Steve Rodby (basso acustico, violoncello), il messicano Antonio Sanchez (batteria; classe 1971, chiamato con successo a sostituire Paul Wertico, un po' troppo stagionato e forse stanco dopo i vent'anni di collaborazione con Metheny), l'altro grande rimpianto Dave Samuels (percussioni, marimba; Samuels è deceduto l'anno scorso a NYC, 70enne), il vietnamita Cuong Vu (tromba, voce).





1. "As It Is" (Metheny/Mays) – 7:40
2. "Proof" (Metheny/Mays) – 10:13
3. "Another Life" (Metheny) – 7:08
4. "The Gathering Sky" (Metheny/Mays) – 9:22
5. "You" (Metheny) – 8:24
6. "On Her Way" (Metheny/Mays) – 6:04
7. "A Place in the World" (Metheny/Mays) – 9:52
8. "Afternoon" (Metheny) – 4:43
9. "Wherever You Go" (Metheny/Mays) – 8:04





*


domenica 1 novembre 2020

Le Illuminazioni di Alice Coltrane e Carlos Santana

Raramente l'ascolto di un album è risultato più appagante... soprattutto in una domenica malinconica di chiusura totale del mondo! Solo i cieli ci risultano ancora aperti (sperando che il metano che sta fuoruscendo dalle acque siberiane non ci avveleni anche quello).


Nel 1974, certo, Turiya Alice Coltrane all'arpa (e non solo), e Devadip Carlos Santana alla chitarra (e non solo), non avevano ancora sentore della fine del mondo oggi in corso e, con l'animo in pace, sfornavano questo capolavoro: Illuminations. Erano in autentico stato di grazia. E il resto dei musicisti sono di un livello pazzesco:

Jack DeJohnette - cymbals
David Holland - acoustic double bass
Tom Coster - electric piano
Jules Broussard - flauto

... e molti altri.

Ecco la scheda dell'album:

A1. "Guru Sri Chinmoy Aphorism"
Cymbal [Cymbals] – Jack DeJohnette
Double Bass [Acoustic Bass] – David Holland
Electric Piano – Tom Coster
Flute – Jules Broussard
Harp – Turiya Alice Coltrane
Lead Guitar, Rhythm Guitar, Wind Chimes – Devadip Carlos Santana
Written-By – Guru Sri Chinmoy
[01:11]  

A2. "Angel Of Air"
Cymbal [Cymbals] – Jack DeJohnette
Double Bass [Acoustic Bass] – David Holland
Electric Piano – Tom Coster
Flute – Jules Broussard
Harp – Turiya Alice Coltrane
Lead Guitar, Rhythm Guitar, Wind Chimes – Devadip Carlos Santana
Written-By – Devadip Carlos Santana, Tom Coster
[04:49]  

A3. "Angel Of Water"
Double Bass [Acoustic Bass] – David Holland
Electric Piano – Tom Coster
Guitar – Devadip Carlos Santana
Harp – Turiya Alice Coltrane
Soprano Saxophone – Jules Broussard
Written-By – Turiya Alice Coltrane
[11:07]  

A4. "Bliss: The Eternal Now"
Guitar – Devadip Carlos Santana
Piano [Acoustic], Harp – Turiya Alice Coltrane
Written-By – Devadip Carlos Santana*, Tom Coster
[16:45]  

B1. "Angel Of Sunlight"
Congas – Armando Peraza
Double Bass [Acoustic Bass] – David Holland
Drums – Jack DeJohnette
Guitar, Finger Cymbals, Cymbal [Hand Cymbals] – Devadip Carlos Santana
Organ [Hammond], Finger Cymbals, Cymbal [Hand Cymbals] – Tom Coster
Organ [Wurlitzer] – Turiya Alice Coltrane
Soprano Saxophone – Jules Broussard
Tabla – Phil Ford
Tambura [Male Tamboura] – Prabuddha Phil Browne
Written-By – Devadip Carlos Santana, Tom Coster
[31:23]  

B2. "Illuminations"
Guitar – Devadip Carlos Santana
Harp – Turiya Alice Coltrane
Piano [Acoustic] – Tom Coster
Written-By – Devadip Carlos Santana, Tom Coster

   Credits:

Art Direction, Illustration [Cover] – Michael Wood
Bass – James Bond (tracks: A1 to A3, B2)
Cello – Anne Goodman (tracks: A1 to A3, B2), Fred Seykora (tracks: A1 to A3, B2), Glenn Grab (tracks: A1 to A3, B2), Jackie Lustgarten (tracks: A1 to A3, B2)
Copyright (c) – CBS Inc.
Cover [Album Cover] – Retina Circus
Design [Sleeve] – Cynthia Shyvers
Engineer – George Engfer, Glen Kolotkin
Photography By – Steve Bruce
Photography By [Liner] – Herb Green
Producer – Devadip Carlos Santana, Tom Coster
Producer, Arranged By [Strings], Conductor [Strings] – Turiya Alice Coltrane

Viola – Alan Harshman (tracks: A1 to A3, B2), David Schwartz (tracks: A1 to A3, B2), Marilyn Baker (tracks: A1 to A3, B2), Myer Bello (tracks: A1 to A3, B2), Myra Kestenbaum (tracks: A1 to A3, B2), Rollice Dale (tracks: A1 to A3, B2)

Violin – Charles Veal (tracks: A1 to A3, B2), Gordon Marron (tracks: A1 to A3, B2), Murray Adler (tracks: A1 to A3, B2), Nathan Kaproff (tracks: A1 to A3, B2), Paul Shure (tracks: A1 to A3, B2), Ron Folsom (tracks: A1 to A3, B2), Bill Henderson (tracks: A1 to A3, B2)

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Vedi anche gli articoli: 









lunedì 19 ottobre 2020

Latin jazz: Ana Carla Maza

Ana Carla Maza su Spotify: clicca qui!

Ana Carla Maza su Facebook 



È una violoncellista e cantautrice cubana, figlia di musicisti. Calcò i palcoscenici di Havana già da bambina. Oggi si esibisce dovunque nel mondo. Ha all'attivo due dischi solisti.


La flor: l'album del 2020 di Ana Carla Maza

sabato 16 maggio 2020

Notizie jazz, maggio 2020

È in edicola il numero di maggio di Musica Jazz! Contiene, tra le tante cose, un articolo su Jimmy Witherspoon, una delle voci più rappresentative dell’esperienza afro-americana del secondo Novecento, attivo in un panorama socio-economico quanto mai complesso e sfaccettato.


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Martedí 19 maggio Jazz in Sardegna si svolgerà... sotto forma di live streaming party! 

La manifestazione compie 40 anni ma, a causa delle restrizioni dettate dal Covid-19, quest’anno le celebrazioni si spostano sul “palcoscenico virtuale” del web, con una speciale diretta online. Per seguire l'evento, cliccare il link di Facebook “40 anni di Jazz in Sardegna-1980-2020-Live streaming party”.
Martedì 19, come detto. Inizio alle 19.

Maggiori informazioni: link 1, link 2 


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Su Il Manifesto, un ricordo di John Lewis, nel centenario della nascita. Lewis, grande pianista, è stato tra l'altro il fondatore del Modern Jazz Quartet.



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Ornella Vanoni riveste di jazz una sua famosa canzone (che è tuttavia una cover di "The wonders you perform" di Tammy Wynette), e cioè "Domani è un altro giorno", con la quale nel 1971 scalò la nostra hit parade. E, anche nel mood "sincopato", riesce a essere favolosa. Leggi di più e ascolta la song qui.

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Ricordiamo inoltre che oggi, 16 maggio, è  il compleanno del drummer Billy Cobham e del leader dei King Crimson, Robert Fripp. Per Cobham, leggete questo nostro articolo (pubblicato ieri). Per Fripp, che sa mischiare classica, jazz e rock, vi rimandiamo al blog Topolàin.

 Tanti auguri, Billy Cobham!

E Auguri! a Mr. Fripp