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lunedì 6 giugno 2022

Musica come "soundtrack creativo": Tommy Guerrero

Album: Road to Nowhere (2018)


È uno dei musicisti di fama mondiale con la biografia più interessante in assoluto. Nato a San F'rancisco il 9 settembre 1966, Tommy Guerrero è stato anche uno skater professionista. Fece parte infatti della Bones Brigade, che negli Anni Ottanta ha dominato il mondo dello skateboard.
Oltre a comparire in molti video di quel team di skateristi, ha recitato in piccole parti in alcuni film dell'epoca, tra cui Scuola di polizia 4, California Skate e i più recenti Sight Unseen e El Americano. 
È il co-fondatore della Real, azienda che costruisce skateboard.

Alla carriera sportiva fece seguire quella di musicista. Free Beer e Jet Black Crayon furono i suoi primi due gruppi, dopodiché si dedicò all'attività solista. I suoi lavori, acclamati dalla critica, sono un misto di rock, rap, funk, soul, jazz. Sedici i suoi album finora. L'ultimo si intitola Sunshine Radio ed è del 2021.
Il suo Soul Food Taqueria fu, secondo Rolling Stone, il secondo miglior album in assoluto del 2003!

  Soul Food Taqueria



   Sunshine Radio






sabato 9 aprile 2022

Alfa Mist

 Well my real name is actually Alfa. Mist was a name I used for a while in secondary school, no real reason...




 Già da adolescente produttore hip-hop, l'interesse di Alfa Mist per il campionamento lo ha portato a scoprire il jazz e, alla fine, a imparare da solo a suonare il piano, dopo aver visto il suo insegnante di musica eseguire "Ordinary People", di John Legend.

Nato a Newham, East London, Alfa voleva inizialmente diventare calciatore, ma sua madre lo ha costretto a completare il college. Dove ha studiato composizione musicale.

Ha pubblicato il suo primo EP da solista - Nocturne - nel 2015. La sua musica mescola hip-hop e ritmi da club con l'improvvisazione jazz. Nelle sue parole: Dark, alternative jazz with elements of hip-hop and soul.


 Ha collaborato con diversi musicisti, tra i quali Jordan Rakei, Yussef Dayes, Kaya Thomas-Dyke, Emmavie e Tom Misch.


Nel 2021 ha pubblicato un album intitolato Bring Backs per l'etichetta musicale indipendente americana Anti-.


 Si è anche esibito al We Out Here Festival 2021 ed è stato uno dei candidati ai MOBO Awards 2021.



#piano #Klavier #pianoforte #jazz


   Alfa Mist - Bring Backs


                  Brani in Bring Backs

1. Teki 0:00​ 

2. People (Feat. Kaya Thomas-Dyke) 5:59​

3. Mind The Gap (Feat. Lex Amor) 8:58​

4. Run Outs 12:24​

5. Last Card (Bumper Cars) 17:13​

6. Coasting 21:39​

7. Attune 26:25​

8. Once A Year 33:28​

9. Organic Rust 34:49


                         Collaboratori

Kaya Thomas-Dyke - Bass (1-7), Vocals (2)

Jamie Leeming - Guitar (1-7, 9)

Junior Alli Balogun - Percussion (1-6)

Jamie Houghton - Drums (1-4, 6,7)

Johnny Woodham - Trumpet/Flugel (1,3-7)

Sam Rapley - Sax/Bass Clarinet (1,4-7)

Peggy Nolan- Cello (2,5,6,8)

Richard Spaven - Drums (9)

Rocco Palladino - Bass (9)




 #beat #grime #hiphop

#beatgrime hip-hop

#jazz #soul #neosoul                Homepage di Alfa Mist: https://alfamist.co.uk/




    On My Ones (EP, 2020)





        Beautiful, melodious and timeless jazz: Antiphon (2017) by Alfa Mist




   "Galaxy" 

(from Blue Note Re:imagined, a project including contributions by Shabaka Hutchings, Ezra Collective, Nubya Garcia, Mr Jukes, Steam Down, Skinny Pelembe, Emma-Jean Thackray, Poppy Ajudha, Jordan Rakei, Fieh, Ishmael Ensemble, Blue Lab Beats, Melt Yourself Down, Yazmin Lacey, Alfa Mist, and Brit Award-winning Jorja Smith.)

        https://www.bluenote.com/artist/blue-note-reimagined/





   "Run Outs"


giovedì 3 dicembre 2020

Piacevolissimo gruppo vocale: The Mills Brothers

I Mills Brothers sono un gruppo vocale jazz e pop statunitense, nato nel 1928 e tuttora in attività attraverso i suoi eredi musicali. 

Il gruppo era composto originariamente da quattro fratelli afroamericani, nati a Piqua (Ohio): John Jr. (19 ottobre 1910 - 23 gennaio 1936) basso (voce) e chitarra, Herbert (2 aprile 1912 - 12 aprile 1989) tenore, Harry (19 agosto 1913 - 28 giugno 1982) baritono e Donald Mills (29 aprile 1915 - 13 novembre 1999) tenore solista.


Il padre, John Sr., aveva costituito in precedenza un gruppo vocale di musica "barbershop" (un tipo particolare di musica a cappella), dal nome "Four Kings of Harmony". La madre, Ethel, si era dedicata alla musica operistica (opera buffa e dintorni). I fratelli cominciarono a loro volta a esibirsi nei cori di alcune chiese di Piqua e successivamente alla Piqua's Mays Opera Hous", creando il loro inconfondibile stile, basato sull'imitazione vocale degli strumenti dell'orchestra: John imitava la tuba, Harry la tromba, Herbert la seconda tromba e Donald il trombone. L'idea nacque casualmente quando Harry, avendo perso il suo kazoo, cominciò a imitare la tromba con le mani a coppa sulla bocca.

Nel 1928 si esibirono alla WLW, una radio di Cincinnati, e nel 1930 cantarono alla CBS Radio di New York; effettuarono la loro prima registrazione con la Brunswick Records, mentre nel 1934 presero a incidere per la Decca. Nel 1932 iniziarono le loro partecipazioni cinematografiche, con The Big Broadcast.

Nel 1936 John Jr. morì per le conseguenze di una polmonite, e i fratelli pensarono di sciogliere il gruppo ma, dietro consiglio della madre, proseguirono l'attività: il padre, John Sr., sostituì John Jr., e al complesso si unì Norman Brown come chitarrista.

Nel 1943 il disco "Paper Doll" raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per 12 settimane, fino ad oggi ha venduto 11 milioni di copie e nel 1998 ha vinto il Grammy Hall of Fame Award.

Nel 1944 il disco "You Always Hurt the One You Love" raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per 5 settimane.

Nel 1957 John Sr., all'età di 68 anni, lasciò il gruppo, che proseguì come trio.

Nel 1976, in occasione del cinquantesimo anniversario di attività, i Mills Brothers si esibirono al Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles, presentati da Bing Crosby. Successivamente, dopo la scomparsa di Herbert nel 1989, e di Donald nel 1999, il complesso proseguì la sua attività con John III, figlio di Donald, cui si unì Elmer Hopper, che aveva cantato con i Platters. Nel 1998 il gruppo ottenne il Grammy Award alla carriera.

venerdì 7 agosto 2020

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Alcuni titoli interessanti


***

Gilad Hekselman 




venerdì 19 giugno 2020

Lee Morgan - 'Cornbread'

Abbiamo già parlato di questo suonatore di tromba e compositore morto purtroppo in circostanze drammatiche a soli 33 anni. Sulla homepage della Blue Note, fucina del jazz a cui lui Lee Morgan fu legato a doppia mandata, c'è un interessante articolo circa l'album Cornbread (1965).

 

Il successo riscontrato da Lee Morgan con il brano soul-jazz "The Sidewinder", fece sì che molti artisti cercassero di imitare o comunque duplicare quell'impresa proponendo brani di stampo boogaloo (fusione di musica latina, twist e rhythm’n’blues). La carriera di Morgan acquistò in velocità. Nei due anni successivi al sunnominato hit, il musicista realizzò altri 6 album - e, alla fine, sul suo conto saranno ben 25 gli LP totali per l'etichetta Blue Note... fino al momento della tragica, prematura morte (1972).



Cornbread, registrato nel settembre del 1965, vede il batterista Billy Higgins come unico rappresentante dei musicisti che parteciparono alla registrazione di "The Sidewinder". Morgan ingaggiò il sassofonista alto Jackie McLean (restituendogli il favore meno di una settimana dopo suonando sull'album Jackknife) nonché il sassofonista tenore Hank Mobley (Lee lavorò come sideman in molti degli album di Mobley in quel periodo). Invitò inoltre il Maestro dei Tasti Bianchi-e-Neri, Herbie Hancock (fan della Blue Note e membro del classico quintetto Anni '60 di Miles Davis). E, ad arrotondare la sezione ritmica con Higgins, ecco arrivare il bassista Lee Ridley (poi importante docente di jazz).

Cornbread comprende quattro composizioni di Lee Morgan e un "classico", o "standard" che dir si voglia. E il primo brano è quello che dà il titolo all'album. 
Il secondo, "Our Man Higgins", è un be-bop che punta i riflettori su Billy Higgins, che qui può "dare gas".  Ci sono anche due ballate rallentate ("down tempo"), tra cui una delle canzoni più conosciute del trombettista, "Ceora". Il brano "classico" è quello di Arlen-Koehler, "Ill Wind", in cui Lee mostra una vena accattivante di blues, suonando in sordina (mute).
Poi il pezzo finale: "Most Like Lee", melodia spensierata in cui i membri della band arrivano a sbizzarrirsi. Lee guida l'assalto con il "clarion" (un altro tipo di tromba, o semplicemente un registro superiore della tromba standard) e Herbie, il quale, pure, ha già potuto brillare abbastanza, assume nel capitolo conclusivo del disco il suo ruolo più creativo e più centrale, incitando in maniera suadente - quasi come un sommelier in un raduno di alcolizzati - e scatenandosi lui stesso.


Tracks

"Cornbread" – 9:03
"Our Man Higgins" – 8:54
"Ceora" – 6:23
"Ill Wind" (Harold Arlen, Ted Koehler) – 7:59
"Most Like Lee" – 6:49


Il gruppo

Lee Morgan – tromba
Herbie Hancock – piano
Billy Higgins – batteria
Jackie McLean – sax alto
Hank Mobley – sax tenore
Larry Ridley – basso



domenica 14 giugno 2020

Nat Adderley

Vivere all'ombra del proprio fratello



Oggi vi presentiamo un suonatore di tromba /  cornettista noto... ma non troppo: Nat Adderley, fratello del sassofonista Julian "Cannonball" Adderley e per molto tempo rimasto entro il cono d'ombra di questi. 

 Nat Adderley


Chi conosce la sua "Work Song" sa che si tratta non solo di un musicista ma anche di un compositore in gamba. "Work Song" è un "classico" del jazz moderno, uno standard, arrivato persino a entrare nella hit parade dopo che il cantante Oscar Brown Jr. vi ricamò su un testo.







Nato e morto in Florida (al contrario del fratello, che perì a soli 46 anni lontano da casa, nell'Indiana), Nat suonò, ancora ragazzo e sempre insieme a Cannonball, con Ray Charles (anche lui un prodotto della Florida), in quel di Tallahassee.
La sua aspirazione - mai sopita - era quella di insegnare, ma il fascino delle esibizioni live non lo abbandonava mai e così disse di sì a Lionel Hampton quando questi lo invitò a far parte della sua ensemble. Qualche tempo dopo, pare più per caso che altro, arrivò ad esibirsi insieme al fratello in un locale del Greenwich Village (Café Bohemia) e da quella sera per entrambi iniziarono a fioccare le offerte di lavoro. 



 I fratelli Adderley nel 1966



New York City (dove Nat avrebbe occupato un appartamento ad Harlem, sulla 112th Street) vide nel 1956 la nascita del Cannonball Adderley Quintet. Ma già nel 1957 il gruppo si sciolse, per palese mancanza di interesse da parte del pubblico. Nat passò allora a collaborare con il suonatore di trombone J.J. Johnson (pioniere del bebop) ed entrò quindi nel sestetto di Woody Herman (clarinettista, sassofonista e cantante bianco). Intanto Julian, alias Cannonball, diventava celebre suonando in un altro - oggi ritenuto ben più prestigioso - sestetto: quello di Miles David, dove, insieme a John Coltrane, partecipò alla creazione del leggendario Kind of Blue.

Al Cannonball Adderley Quintet venne data un'altra chance e il vento stavolta girò a favore della formazione cui entrambi i fratelli Adderley credevano fortemente. Presto arrivò il primo hit: "This Here", brano composto dal loro pianista, Bobby Timmons (sì, lo stesso Bobby Timmons degli Art Blakey's Jazz Messengers). 



Questo entusiasmante concerto del Cannonball Adderley Quintet (San Francisco, 1959) inizia con una versione di "This Here"



A1 "This Here" 0:00
A2 "Spontaneous Combustion" 12:27
B1 "Hi-Fly" 24:21
B2 "You Got It!" 35:29
B3 "Bohemia After Dark" 40:36


Il Cannonball Adderley Quintet viene considerato tra gli iniziatori del soul jazz. Ma rimase devoto soprattutto all'hard bop. Essendo che tutti i componenti provenivano appunto dal bebop, intendevano continuare a misurarsi nei virtuosismi richiesti da quel genere.

Negli Anni '60 Nat passò alla cornetta, divenne compositore tout court e agì anche da manager per il quintetto. Fu lui a scrivere alcune tra le canzoni più famose della band, a iniziare da "Work Song" per continuare con "Jive Samba", "Hummin'", "Sermonette" e "The Old Country".
Intanto, registrava anche con altri: Kenny Clarke, Wes Montgomery, Walter Brooker... New York pullulava di occasioni!





Nel film A Man Called Adam (1966), interpretato da Sammy Davis Junior nel ruolo di un trombettista, Nat Adderley prestò all'attore la voce della propria tromba. 
Tra gli altri suoi progetti occorre segnalare un musical che iniziò a scrivere insieme al fratello, Shout Up a Morning, basato sulle "gesta" dell'eroe popolare John Henry (un uomo che scavava buchi nella roccia affinché vi si infilasse dell'esplosivo, utile nella costruzione delle gallerie ferroviarie; una leggenda americana che sembra quasi essere uscita dal cosmo bolscevico...). Il lavoro al musical si interruppe per la morte di Cannonball (Julian Cannonball Adderley venne stroncato da un ictus).





Il tragico evento segnò ovviamente la fine del Cannonball Adderley Quintet. Nat partì di lì a poco per un tour europeo, durante il quale il nome più di spicco sul cartellone era il suo. Poi venne la volta del Giappone. Ritornò negli U.S.A., dove tenne dei corsi ad Harvard e registrò con il suo proprio quintetto, che includeva Walter Brooker (lo abbiamo incontrato poche righe piu su), Jimmy Cobb e Vincent Herring: nomi tutt'altro che sconosciuti ai cultori del jazz. 
Lavorò inoltre con Ron Carter, Sonny Fortune, Johnny Griffin e Antonio Hart.

Creò quindi l'Adderley Brotherhood, sestetto composto da membri che avevano già suonato nel Cannonball Adderley Quintett. Sempre in omaggio al consanguineo. (Leggi anche: "Nat Adderley: Brotherly Swing", articolo in inglese.)

Ora Nat aveva definitivamente un nome per sé, era uscito dall'ombra gettata dal fratello maggiore. Nondimeno, voleva continuarne il percorso artistico. L'Adderley Brotherhood andò in tournée in Europa (1980). E il musical Shout Up a Morning venne rappresentato in varie località degli Stati Uniti. 
Nat Adderley continuò ad apparire in diverse altre formazioni, tra cui la Paris Reunion Band, e fu peraltro colonna portante della Riverside Reunion Band, gruppo bop che si era formato nel 1993 al Monterey Jazz Festival e che girò per il Vecchio Continente nel 1994.



Nat aveva nel frattempo preso l'abitudine di andare in tournée per sei mesi all'anno e, per i restanti sei mesi, rimanere nella propria casa di Lakeland, in Florida (casa acquistata dopo che negli Anni Settanta aveva abitato nel New Jersey). Nel 1997 fu "artist-in-residence" al Florida Southern College, dove tra l'altro aiutò l'organizzazione del Child of the Sun Jazz Festival a trovare fondi. Il festival si svolgeva annualmente nella stessa università e vedeva Nat spesso protagonista. 
Sempre nel 1997, il suo nome fu inserito nella Jazz Hall of Fame di Kansas City.
Vivere all'ombra del proprio fratello


Morì a 68 anni per un diabete e venne sepolto accanto al fratello nel cimitero di Tallahassee.

 Nat nel 1969


Lo si ricorderà in eterno come uno dei musicisti jazz più prolifici (è presente in oltre 100 album) e come un pioniere del soul jazz. Dimostrò inoltre che la cornetta può essere utilizzata anche nel jazz moderno.