Questo sassofonista e flautista jazz collaborò come sideman (e come musicista accreditato a tutti gli effetti) in album di Quincy Jones, Jimi Hendrix, Caetano Veloso, Steamhammer e tanti altri. E, come bandleader, ha pubblicato almeno una mezza dozzina di LP.
mercoledì 5 novembre 2025
Auguri in cielo a... Harold McNair!
giovedì 2 marzo 2023
R.I.P. Wayne Shorter
Wayne Shorter era un'icona del jazz, del sax. Suonò anche con i Weather Report. E con: Art Blakey and the Jazz Messengers, Miles Davis' Second Great Quintet, The Manhattan Project.
sabato 21 gennaio 2023
I Nucleus
I londinesi Nucleus sono, insieme ai Soft Machine, tra i pionieri del jazz rock e della fusion.
Formati dal trombettista Ian Carr nel 1969, rimasero attivi per un trentennio.
1969... e, sotto, live nel '74
I Nucleus incisero una dozzina di album e furono di ispirazione a tanti altri gruppi e artisti. Il loro suono (che includeva parti atonali) progredì negli anni, incorporando atmosfere e sonorità del rock progressivo e di quello psichedelico e, da circa la metà degli Anni Settanta, ritmi funk.
Lo stesso Ian Carr pubblicò ottimi libri sul jazz (Music Outside, 1973; Miles Davis: A Critical Biography, 1982; Keith Jarrett, The Man and his Music, 1992..) e curò alcuni programmi radiofonici per la BBC. La sua attività principale rimase la docenza.
Formazione iniziale:
Ian Carr (tromba/filicorno)
Karl Jenkins (piano, corno baritono, oboe)
Brian Smith (sassofono, flauto)
Bernie Holland (chitarra)
Jeff Clyne (basso, chitarra basso)
John Marshall (batteria)
Con il tempo nel gruppo si avvicendarono altri musicisti:
Sax tenore, sax soprano, flauto: Bob Bertles, Phil Todd, Tim Whitehead
Clarinetto, clarinetto basso, sax tenore: Tony Roberts, Tony Coe
Piano e piano elettrico: Dave MacRae, Gordon Beck, Geoff Castle
Chitarra: Chris Spedding, Allan Holdsworth, Jocelyn Pitchen, Ray Russell, Ken Shaw, Mark Wood
Chitarra basso: Ron Mathewson, Roy Babbington, Roger Sutton, Billy Kristian, Mo Foster, Rob Burns, Dill Katz, Rob Statham, Joe Hubbard
Batteria: Clive Thacker, Tony Levin, Bryan Spring, Roger Sellers
Percussioni: Chris Karan, Trevor Tomkins, Aureo de Souza, Richard Burgess, Chris Fletcher
Synthesizer: Keith Winter, Paddy Kingsland, Geoff Castle, Neil Ardley
Voci: Norma Winstone, Joy Yates (moglie del pianista Dave MacRae), Kieran White
Organo: John Taylor
sabato 28 maggio 2022
'Nostalgia Progressiva'
Brunod, Li Calzi, Savoldelli - Nostalgia Progressiva
Oppure su Songswave
Nostalgia Progressiva è un'interessante, piacevole e intelligente rilettura di brani noti a tutti gli amici del prog-rock (dunque: brani "progressive") da parte di Boris Savoldelli (voce), Maurizio Brunod (chitarra) e Giorgio Li Calzi (tromba / tastiere). Vengono qui eseguiti, dentro un'avvolgente bolla di jazz ed elettronica, canzoni di: King Crimson, Soft Machine, Robert Wyatt, Nucleus, Kraftwerk, Le Orme, Beatles.
Tracce:
1. "Formentera Lady"
2. "Matte Kudasai"
3. "Tomorow Never Knows"
4. "Shipbuilding"
5. "Radio Activity"
6. "I Talk To The Wind"
7. "Starless"
8. "Taranaki"
9. "Moonchild"
10. "Gioco Di Bimba"
venerdì 25 dicembre 2020
Neil Ardley
Cosa doveva essere la scena jazzistica inglese negli Anni Sessanta e Settanta! Un interscambio di esperienze, amicizie che esistevano per la durata di un concerto e altre che duravano per tutta la vita, "ospitate" nei dischi dei colleghi, il portare a spasso il proprio talento anche in generi musicali diversi e poter arricchire così di continuo le proprie conoscenze e il proprio repertorio...
Un amalgama interessante - a Londra e dintorni - fu quello tra il jazz e il rock, con il vento che soffiava da Canterbury. Musica immaginifica, piena di colori, a volte meditativa, quasi sempre capace di sorprendere.
Neil Ardley (1937-2004) fu una figura singolare, nel senso di interessantissima, della musica jazz inglese. Suonava il piano (partì dalla tradizione, amava Duke Ellington e Gil Evans) ma era anche uno scrittore che compilò diversi manuali e guide divulgative per ragazzi: di tecnica e scienza. Persino libri di ornitologia, e ovviamente di musica. Si contano oltre 100 volumi scritti da lui!
Illustrazione di World of Tomorrow, dove Neil Ardley prospettava un futuro del mondo alquanto... glacialeEra laureato in chimica ma fin da bambino aveva questo interesse per la musica che lo avrebbe portato dapprima a dirigere la New Jazz Orchestra (celebre ensemble nato nel sud di Londra) e poi a pubblicare album che tendevano verso la sperimentazione. Il suo era un misto di jazz e classica con l'impiego dell'elettronica.
Nei dischi di Ardley suonarono gli amici che aveva conosciuto nella New Jazz Orchestra: il trombettista scozzese Ian Carr (Nucleus), il batterista Jon Hiseman (John Mayall's Bluesbreakers, Colosseum, Barbara Thompson's Paraphernalia...), la moglie di Hiseman, ovvero la sassofonista Barbara Thompson (Colosseum, Keef Hartley Band, i propri Paraphernalia ecc.), Dave Gelly (critico musicale e presentatore radiofonico, nonché sassofonista), il trombonista e tastierista Michael Gibbs, il sassofonista, flautista, clarinettista Don Rendell e il batterista Trevor Tomkins (ex membro dei Gilgamesh, poi anche lui Nucleus).
Prendiamo uno di questi album: Kaleidoscope Of Rainbows, del 1976. L'elenco dei musicisti che hanno partecipato alla sua realizzazione si legge come il Who's Who della fusion britannica e del prog canterburiano.
lunedì 30 novembre 2020
Soft Machine 2020
martedì 3 novembre 2020
Ascoltiamo il Pat Metheny Group
Pat Metheny, classe 1954, compositore e chitarrista jazz statunitense, docente di musica a Miami e poi, grazie al vibrafonista Gary Burton, al celebre Berklee College of Music di Boston. Rappresentante del free jazz, si appoggia fin dal 1976 (si appoggiava, dobbiamo purtroppo specificare) sul tastierista Lyle Mays per portare avanti il discorso del suo Pat Metheny Group. Metheny è responsabile delle melodie, Mays (lo era) delle complesse armonie; generalmente.
Altro elemento di spicco del PMG è il bassista Steve Rodby.
Nel video sottostante (Speaking of Now, 2002) gli elementi della band, insieme a Pat Metheny, sono:
Lyle Mays (piano, sintetizzatori; Lyle è morto il 10 febbraio 2020 a 67 anni), il camerunese Richard Bona (al basso fretless, alla chitarra acustica, voce, percussioni), Steve Rodby (basso acustico, violoncello), il messicano Antonio Sanchez (batteria; classe 1971, chiamato con successo a sostituire Paul Wertico, un po' troppo stagionato e forse stanco dopo i vent'anni di collaborazione con Metheny), l'altro grande rimpianto Dave Samuels (percussioni, marimba; Samuels è deceduto l'anno scorso a NYC, 70enne), il vietnamita Cuong Vu (tromba, voce).
domenica 4 ottobre 2020
Jazz-rock e prog-rock uniti. Il debutto di Daniele Sollo
Esce Order and Disorder, del bassista napoletano Daniele Sollo, con un cast di collaboratori stellare (tra i migliori musicisti e cantanti del prog-rock italiano).
Dettagli qui:
https://TOPOLÀIN.blogspot.com/2020/10/daniele-sollo-order-and-disorder.html
Ordina direttamente presso il musicista 1 – 11-IX-1683
(6:40)
2 – Turn left (5:54)
3 – A journey (11:20)
4 – In my arms (4:00)
5 – Anytime, anyplace (11:45)
6 - Pavane in F# Minor (Gustave Fauré)
(6:15)
Crew spettacolare:
Alessandro Corvaglia, Fabio Zuffanti e Marco Dogliotti vocals.
Stefano Agnini, Luca Scherani e Jason Rubenstein tastiere.
Domenico Cataldo chitarre.
Samuele Dotti tastiere.
Maurizio Berti e Valerio Lucantoni drums.
Daniele Sollo basso.
Chi è Daniele Sollo
Cenni biografici sono contenuti nella pagina al link sopra indicato (blog Topolàin). Per appurare la bravura del musicista (che ha collaborato, tra gli altri, con gli Höstsonaten di Fabio Zuffanti e con Il Cerchio Medianico di Stefano Agnini - entrambi presenti alle session di registrazione di questo album), basti ascoltare la seguente cover di un brano di Jaco Pastorius, in cui Sollo mette alla prova un basso Biarnel Scorcio.
sabato 18 luglio 2020
Francesco Bearzatti
Francesco Bearzatti
tenor & soprano sax, clarinet, electronics
Narrator and Innovator, everywhere a foreigner and yet profoundly Italian. A jazz musician irresistibly attracted to revolutionary processes in his eternal search for creating More.
More? Listen to Francesco Bearzatti’s Dear John (2019) and you’ll understand how. Much more than a tribute to John Coltrane’s mark on modern jazz and sax playing, it’s a love letter that pays homage to the legacy and goes beyond by introducing new and highly individual elements to the music … “Sometimes, originality lies in sincere imitation and then in a respectful questioning of tradition.” (Brian Morton)
Early days of Rock & testing the boundaries
Listening to rock and punk rock legends leaves an indelible influence on the young Bearzatti, growing up in the Friuli province of northern Italy. He devotes several years to rock and pop music, performing in local nightclubs and recording electronic music which continues to pervade a lot of his work. Graduate in clarinet Conservatory of Udine, Italy, he goes on to perfect his studies at Jazz Mobile, New York with George Coleman.
Among the first and formative experiences has got to be the album Live At Vartan (1995) ......
sabato 6 giugno 2020
Frank Martino - 'Ego Boost'
lunedì 25 maggio 2020
The Mahavishnu Orchestra
Guitar – John McLaughlin
Drums – Billy Cobham
Bass – Rick Laird
Piano – Jan Hammer
Violin – Jerry Goodman
Il suono di questa band era diverso dall'originale Mahavishnu Orchestra, in particolare per l'uso ripetuto che McLaughlin faceva del sintetizzatore Synclavier.












