domenica 2 aprile 2023

Il 'Dante' di Nicola Alesini

 

 

L'immagine "in copertina" dell'Inferno di Pieter Huys (seguace di Hieronymus Bosch) introduce Dante: disco uscito non in formato fisico ma solo in quello digitale per la MP & Records. Qui Alesini è con un nuovo collaboratore: Fabrizio Cicero (ai drums).

I brani rispecchiano i “quadri” danteschi più noti. L'album è un estratto dalla registrazione live (su due tracce) di cinque concerti settimanali, dal titolo “Viaggi Immaginari tra Inferno e Paradiso”, tenutisi nel luglio 2009 in Piazza dei Ravennati a Roma.

Dante è uscito il 25 marzo 2023... dunque, per Dantedì! (Ascoltalo su Spotify.)



  Nicola Alesini: saxes, loops, loop machines, voce 
  Fabrizio Cicero: batteria


Tracklist
  1 "Nel mezzo del cammin" (4:09)
  2 "Nella città dolente" (6:15)
  3 "Caron Dimonio" (8:09)
  4 "L’Ora che volge" (6:39)
  5 "La bocca sollevò dal fiero pasto" (5:10)
  6 "Amor che…" (4:35)
  7 "Come sa di sale" (7:48)
  8 "La miseria" (4:14)
  9 "Diverse lingue" (7:00)
  10 "Quali colombe (3:14)
  11 "Ombre portate" (5:49)
  12 "Come d’autunno" (2:59)
  13 "A chi più sa più spiace" (5:43)
  14 "Vergine Madre" (3:23)


M.P. & Records
is a branch of G.T. Music Distribution di Antonino Destra
Via Municipio, 5
35019 TOMBOLO (Padova) ITALY Ph. +39 49 9470749
   email:
   mprecords@mprecords.it

                                                Link: Nicola Alesini su Spotify

 Un viaggio molto lungo quello di Nicola Alesini nel mondo della musica. E a un certo punto ecco l'incontro con l'autore della Divina Commedia, opera somma che, risaputamente, tratta proprio di un viaggio: un viaggio a tappe nei Tre Regni Ultraterreni. La musica spesso è come una nebbia blu, è evanescenza. Ma i brani - in questo come negli altri album del sassofonista romano -, avendo un titolo ben preciso, ci fanno collegare le note a un luogo o personaggio definito e, pur navigando nel sogno, l'ascoltatore si rende conto di avere a che fare con un messaggio netto e diretto. 

Qualitativamente, non c'è il minimo dubbio: il sax di Nicola Alesini è una garanzia; e alla qualità si abbina la forza narrativa. Ogni suo album ha un tema, un argomento, un concept centrale. Questo lavoro su Dante assomiglia, nelle risonanze, a Cities (uno degli output più noti di Alesini, registrato insieme a Saro Cosentino). Lì si trattava di passare di città in città; qui il viaggio ci porta da girone a girone. Ciò che maggiormente deve aver affascinato il musicista è il significato di certi canti danteschi, nonché il loro riscontro con la realtà odierna. Nella Commedia, abbiamo inoltre il topos della selva. E l'incanto dell'amore puro...

 Breve bio

Nicola Alesini è nato a Sanremo nel 1947. È ancora un bambino quando la sua famiglia si trasferisce a Roma. E, nella caput mundi, Nicola prenderà la laurea in Fisica.

Ancora adolescente, si appassiona per la musica: a tredici anni acquista un Melodica Honer e inizia lo studio del pianoforte. Sempre in età adolescenziale, si mette ad ascoltare dischi dei Soft Machine, Ornette Coleman, Gunter Shuller, Modern Jazz Quartet, i Nucleus di Ian Carr, Traffic, Weather Report. Proprio in questi ultimi, scopre l’amore verso il sassofono grazie a Wayne Shorter.



Le sue prime apparizioni pubbliche sono nel 1979 con il contrabbassista Gianluca Taddei. Parte poi una lunghissima discografia dove ogni contaminazione globale si fonde al jazz e alla musica elettronica: tale connubio (jazz + elettronica) diventa la cifra stilistica di Alesini ed è alla base della sua concezione di far musica.

Il musicista si muove sia nelle tradizioni, usufruendo delle atmosfere del Mediterranean Sound, sia nelle sperimentazioni, con riferimenti alla scuola jazzistica nord europea. Esordisce discograficamente nel 1988 con Mediterranea, insieme al pianista Andrea Alberti e al già citato Taddei. Suggestioni oniriche, introspezione, recupero della cantabilità e delle armonie del passato, oltre alla ricerca tecnica, sono gli ingredienti fondamentali delle sue composizioni, in una discografia già vasta e che si estende fino a oggi.

Nicola Alesini è stato anche sassofonista e storico collaboratore di fiducia di Claudio Lolli, nell'ultimo decennio di vita del cantautore bolognese. La cooperazione tra lui e Lolli ebbe inizio con l'album La scoperta dell'America, 2006, dove Alesini è presente nell'ultima traccia; dopodiché Lolli lo chiama a divenire suo arrangiatore e musicista anche per il futuro. 

In quello che risulterà essere il disco finale del rimpianto poeta-cantante, ossia Il Grande Freddo (2017), nella title track e poi nella riproposizione a chiusura del disco (la traccia n. 9: "Raggio di Sole [Il Grande Freddo Reprise]"), Nicola Alesini lascia la sua doppia firma, suonando magistralmente il tema e chiudendo l'album con una malinconica coda. Saranno anche le ultime note registrate da Claudio Lolli...

"Poesia senza parole": come tutti i brani del sassofonista. E come in Dante.



Ci sentiamo obbligati ad associare questo suo album sul celebre Vate a un altro suo prodotto, un prodotto recente: l'EP Un amore partigiano. E ciò perché siamo vicini al 25 aprile, in cui si celebra la liberazione dal nazifascismo, e non ancora lontani dallo scorso 25 marzo, che è appunto Dantedì.

Dante, già. In Dante stesso, il senso di giustizia e l'impegno civile sono ideali continuamente presenti, condizionandone le scelte di vita. L'Alighieri combatté persino in battaglie violente e sanguinose, rinunciando - sia pur involontariamente - alla libertà, dovendo subire la condanna dell'esilio...

Per Alesini la dedizione al bene comune è decisivo, come del resto testimoniato dalla sua partecipazione e presenza in manifestazioni e concerti di lotta; eppure, la sua musica risulta essere magia sonora, i suoi motivi, le arie, gli intercalari, non sono raffiche di mitra! L'impegno di Nicola Alesini si traduce nel sortilegio dei suoni.






            


Nicola Alesini usa i sassofoni attraverso gli effetti elettronici e, come detto, cerca di portare questi suoni anche alle ricorrenze e agli happenings di rilevanza sociale. (Per e con Articolo 21 per il giornalismo, Ossigeno per l'informazione, o l'ANPI.) Alesini è figlio di un partigiano (i suoi genitori si conobbero in Liguria durante la Resistenza: c'erano i rastrellamenti nazisti e sua madre, con l'aiuto delle suore, nascose il combattente Alesini nel "Castillo" di Sanremo). Proprio in ricordo dei suoi, nel 2022 il sassofonista ha pubblicato il suddetto Un amore partigiano: curiosamente, è lo stesso titolo del libro di memorie di Iole Mancini ("staffetta" delle Brigate Garibaldi), uscito nel medesimo anno; ma in realtà questo EP del musicista romano è nato come commento sonoro per il libro (e audiolibro) La ragazza nella foto - un amore partigiano, di Donatella Alfonso e Nerella Sommariva. Poi il lavoro di Alesini ha assunto una dimensione autonoma, divenendo un disco tutto suo sul tema della Resistenza. In Un amore partigiano, il sassofonista evoca, in maniera a tratti onirica, le gesta del padre in lotta contro fascisti e tedeschi. La fluida narrazione (che ricorda il flusso di coscienza nelle opere letterarie) riepiloga i racconti del genitore.

Nell'album Dante, la coscienza civile è ancora più arricchita di suggestioni e visioni. Anzi tale coscienza - com'è di fatto nella Divina Commedia - serve a traslare le visioni profetiche fino ai nostri giorni.
Letteratura, teatro, danza: Nicola Alesini spesso integra la sua musica con altre forme d'arte. Parola, gestualità e immagine si incontrano e si fondono nelle sue creazioni pentagrammate. Che, non per caso, sarebbero e sono ideali soundtrack cinematografici.


Dante, album in digitale, MP & Records. Su tutti gli stores digitali. Maggiori infos: qui

Alesini ha lavorato con musicisti del calibro di Glen Velez, Hans Joachim Roedelius, David Sylvian, Roger Eno, David Thorn, Harold Budd, Steve Jansen, Richard Barbieri. Sylvian ha inserito due brani di Alesini nel suo doppio album antologico Anything and Nothing.




     Recenti collaborazioni

  Tim Bowness - Butterfly Mind  (Inside Out Music, Sony Music 2022)
   Nicola Alesini e Saro Cosentino - The Road To Now (Cat Sounds, 2022)
  Nicola Alesini e Theo Allegretti - In Search Of Light (Dodicilune Dischi, 2022)  

E poi c'è F.D.A., del 2006, dedicato a Fabrizio De André ed edito da il manifesto.  
Accolto con entusiasmo dalla critica, F.D.A. è un incontro con le musiche del grande artista genovese... senza voler per forza essere un disco di rielaborazioni di canzoni di De André. F.D.A. è un lavoro personalissimo di Nicola Alesini, in cui emerge il suo tipico stile a base di melodie e fraseggi che trasudano vita, passioni, sentimenti. In F.D.A., Alesini ha preso, di Faber, la nostalgia, l’ironia, l’amore e l’impegno, inserendovi  elementi della propria visionarietà compositiva. 12 pezzi, di cui 8 appartenenti al repertorio più conosciuto del primo De André: "Bocca di Rosa", "Amore che vieni amore che vai", "Il Testamento di Tito"... 4 sono i brani originali. Uno di questi, "Per F. & L.", ispirato all’incontro tra Fabrizio De André e Luigi Tenco, riesce particolarmente romantico e struggente, grazie anche alla straordinaria complicità dei Radiodervish, che con Alesini firmano il pezzo.

Dante, album in digitale, MP & Records. Su tutti gli stores digitali. Maggiori infos: qui


Recensione di Cities (con Saro Cosentino)






mercoledì 15 marzo 2023

'Equinox', di John Coltrane

Un grande brano di un grande disco:


"Equinox"- traccia contenuta in Coltrane's Sound

℗ 1964 Atlantic Recording Corporation for the United States and WEA International Inc. for the world outside of the United States.



Drums: Elvin Jones
Tenor Saxophone: John Coltrane
Piano: McCoy Tyner
Bass Guitar: Steve Davis


Producer: Nesuhi Ertegun
Engineer: Tom Dowd

Writer: John Coltrane




Questo "jazz standard" deve il titolo a un suggerimento della moglie di Coltrane, Naima. Il sassofonista era nato il 23 settembre 1926, proprio in corrispondenza con l'equinozio autunnale di quell'anno...


giovedì 2 marzo 2023

R.I.P. Wayne Shorter

 Wayne Shorter era un'icona del jazz, del sax. Suonò anche con i Weather Report. E con: Art Blakey and the Jazz Messengers, Miles Davis' Second Great Quintet, The Manhattan Project.





     "Duet" (Zawinul & Shorter, Weather Report)

sabato 21 gennaio 2023

I Nucleus



I londinesi Nucleus sono, insieme ai Soft Machine, tra i pionieri del jazz rock e della fusion.
Formati dal trombettista Ian Carr nel 1969, rimasero attivi per un trentennio.


 1969... e, sotto, live nel '74



Carr era una delle due "star" del Rendell-Carr Quintet, con cui raccolse molti applausi negli Anni Sessanta e dove, come pianista, figurava Michael Garrick (tra i jazzisti britannici più importanti in assoluto). 

Il nuovo progetto - appunto i Nucleus - rappresentò il Regno Unito al Festival di Montreaux del 1970... e si aggiudicò il primo premio. Quindi ci fu lo sbarco in America, con la partecipazione al Newport Jazz Festival.


 


I Nucleus incisero una dozzina di album e furono di ispirazione a tanti altri gruppi e artisti. Il loro suono (che includeva parti atonali) progredì negli anni, incorporando atmosfere e sonorità del rock progressivo e di quello psichedelico e, da circa la metà degli Anni Settanta, ritmi funk.


Lo stesso Ian Carr pubblicò ottimi libri sul jazz (Music Outside, 1973; Miles Davis: A Critical Biography, 1982; Keith Jarrett, The Man and his Music, 1992..) e curò alcuni programmi radiofonici per la BBC. La sua attività principale rimase la docenza.






Formazione iniziale:
 

Ian Carr (tromba/filicorno)
Karl Jenkins (piano, corno baritono, oboe)
Brian Smith (sassofono, flauto) 

Bernie Holland (chitarra)
Jeff Clyne (basso, chitarra basso) 

John Marshall (batteria)




 
Con il tempo nel gruppo si avvicendarono altri musicisti:


    Tromba e filicorno: Kenny Wheeler, Harry Beckett, Chris Batchelor
    Sax tenore, sax soprano, flauto: Bob Bertles, Phil Todd, Tim Whitehead
    Clarinetto, clarinetto basso, sax tenore: Tony Roberts, Tony Coe
    Piano e piano elettrico: Dave MacRae, Gordon Beck, Geoff Castle
    Chitarra: Chris Spedding, Allan Holdsworth, Jocelyn Pitchen, Ray Russell, Ken Shaw, Mark Wood
    Chitarra basso: Ron Mathewson, Roy Babbington, Roger Sutton, Billy Kristian, Mo Foster, Rob Burns, Dill Katz, Rob Statham, Joe Hubbard
    Batteria: Clive Thacker, Tony Levin, Bryan Spring, Roger Sellers
    Percussioni: Chris Karan, Trevor Tomkins, Aureo de Souza, Richard Burgess, Chris Fletcher
    Synthesizer: Keith Winter, Paddy Kingsland, Geoff Castle, Neil Ardley
    Voci: Norma Winstone, Joy Yates (moglie del pianista Dave MacRae), Kieran White
    Organo: John Taylor




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Altri links correlati (jazz-rock e dintorni)









sabato 24 settembre 2022

Da Coltrane a Pharoah Sanders a Santana

Proponiamo due degli album di Santana che senza dubbio risentono dell'influsso della musica di Pharoah Sanders (jazz spaziale... e grande spiritualità).

Pharoah Sanders, celebre sassofonista di free jazz, si è spento oggi all'età di 81 anni. A darne notizia, l'etichetta Luaka Bop:


“Siamo devastati nel comunicare che Pharoah Sanders è scomparso”, si legge nel post. “È morto pacificamente, circondato dall’amore di familiari e amici a Los Angeles questa mattina. Sempre e per sempre l’essere umano più bello. Possa riposare in pace”.


 Sulla sua importanza nel jazz contemporaneo avevamo scritto in questo articolo (Topolàin)

O anche qui (mirror site).

Stava per compiere 82 anni, essendo nato a Little Rock, nell’Arkansas, il 13 ottobre 1940. Raggiunse la fama nel 1965, quando  John Coltrane, all’apice del successo, aveva deciso di rifondare il proprio gruppo scegliendo di farsi affiancare da un secondo strumento analogo al proprio. Quasi un passaggio di consegne dal risvolto drammatico: due anni dopo, "Trane" moriva prematuramente per un tumore non diagnosticato.
Sanders era uno dei rappresentanti più radicali del free jazz, musica sperimentale dalla forte valenza sociale che si sviluppò parallelamente con le grandi battaglie razziali di Martin Luther King e, soprattutto, di Malcolm X: il Black Power sarà sempre un marchio distintivo dei musicisti "Free".

L'ultimo suo disco, Promises, molto acclamato dalla critica, è stato registrato nel 2021 insieme al DJ Floating Points e alla London Symphony Orchestra.

Pharoah Sanders collaborò anche con Alice Coltrane, figlia di John. (Articolo circa Alice Coltrane.) 

Leggi su "le illuminazioni di Alice Coltrane e Carlos Santana" in quest'altro sito.

Le Divine Songs di Alice Coltrane.  


I due album di Santana cui accennavamo sono Caravanserai (1972, con Mike Shrieve alla batteria) e Love Devotion Surrender (1973, che Carlos Santana registrò insieme a un altro virtuoso della chitarra: John McLaughlin). 


Due dei migliori prodotti non solo del jazz-rock ma di tutta la musica contemporanea.


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Dopo la morte di John Coltrane, la musica di Pharoah Sanders sembrò rallentare, divenire più riflessiva. Il sassofonista parve voler dare risalto alle singole note, enfatizzarle, virando spesso verso un minimalismo che piacque poco ai puristi.
Pharoah (vero nome: Farrell) Sanders suonò con Coltrane dal 1965 al 1967, ma anche con Don Cherry, Alice Coltrane, Benny Golson, Idris Muhammad, Norman Connors, Tisziji Muñoz, McCoy Tyner, Randy Weston. Sotto il proprio nome ha pubblicato oltre 30 album.

Come nel caso della produzione di Archie Shepp, così anche la musica di Pharoah Sanders riflette gli impulsi, i rivolgimenti, le ideologie degli anni in cui essa è nata. Un album felice e "rivoluzionario" è Karma, del 1969, contenente il lungo track "The Creator Has A Master Plan".

Un altro sassofonista di jazz d'avanguardia, Albert Ayler, affermò: "Coltrane era il Padre, Pharoah il figlio, e io sono lo Spirito Santo."





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mercoledì 22 giugno 2022

Henry Lowther Band - 'Child Song'

 Henry Lowther (Leicester, Inghilterra, 1941) è un suonatore di tromba di scuola jazz che ha anche suonato insieme ad artisti pop-rock, blues-rock e prog-rock.

Prima della tromba ha imparato a suonare il flicorno.

Child Song è il suo album di debutto come band leader (Deram, 1970). 

Child Song è più che fusion: è sperimentazione, free jazz estremo che ricade in melodie semplici, quasi lineari; è ricerca di nuove vie sonore, è rottura con i pattern tradizionali con qualche richiamo sparso ai maestri del passato. Un debutto più che ragguardevole.




 

Album Tracks:
     - A1: "Introduction2
     - A2: "Trav'lling Song"
     - A3: "Plaything (Child Song And Anima)"
     - B1: "¾ Skip (Trip-Up)"
     - B2: "Between"
     - B3: "Puppet Song"

Musicians:
     Henry Lowther - Trumpet, Flugelhorn, Violin, Percussion, Compositions
     Tony Roberts, Jimmy Jewell (track A3) - Tenor Saxophone, Bass Clarinet, Percussion
     Mike McNaught - Electric Piano, Percussion
     Daryl Runswick - Bass Guitar, Double Bass, Percussion
     Mike Travis - Drums, Percussion



 



Henry Lowther - la lunga discografia

Con un proprio gruppo

Child Song (Deram, ca. 1970)
I.D. (Henry Lowther's Still Waters: Village Life, 1996)
Fungii Mama (Henry Lowther - Jim Mullen Quartet, GWB, 2002)
Can't Believe, Won't Believe (Henry Lowther's Still Waters: Village Life, ca. 2018)

Con Neil Ardley

A Symphony of Amaranths (Regal Zonophone, 1972)
Camden '70 (Dusk Fire, 2008)
Mike Taylor Remembered (Trunk, 2007)
On the Radio : BBC Sessions 1971 (Dusk Fire, 2017)

Con Jack Bruce

Songs for a Tailor (Polydor, 1969)
At His Best (Polydor, 1972)
Cities of the Heart (CMP, 1994)
Rockpalast: the 50th Birthday Concerts (MIG, 2014)

Con Graham Collier

New Conditions (Mosaic, 1976)
Symphony of Scorpions (Mosaic, 1977)
The Day of the Dead (Mosaic, 1978)
Charles River Fragments (Boathouse, 1996)
Workpoints (Cuneiform, 2005)
Hoarded Dreams (Cuneiform, 2007)

Con John Dankworth

The $1,000,000 Collection (Fontana, 1967)
Full Circle (Philips, 1972)
Lifeline (Philips, 1973)




Con David Essex

Hot Love (Mercury, 1980)
Silver Dream Racer (Mercury, 1980)
Stage Struck (Metronome, 1982)
The Whisper (Mercury, 1983)
This One's for You (Mercury, 1984)

Con Michael Gibbs

Directs the Only Chrome-Waterfall Orchestra (Bronze, 1975)
Just Ahead (Polydor, 1972)
Michael Gibbs (Deram, 1970)
Tanglewood 63 (Deram, 1971)
Festival 69 (Turtle, 2018)

Con Barry Guy and the London Jazz Composers Orchestra

Zurich Concerts (Intakt, 1988)
Harmos (Intakt, 1989)
Double Trouble (Intakt, 1990)
Theoria (Intakt, 1992)
Portraits (Intakt, 1994)
Three Pieces for Orchestra (Intakt, 1997)
Double Trouble Two (Intakt, 1998)
Study II/Stringer (Intakt, 2005)
Radio Rondo/Schaffhausen Concert (Intakt, 2009)

Con Keef Hartley

Halfbreed (Deram, 1969)
The Battle of North West Six (Deram, 1969)
The Time Is Near.... (Deram, 1970)
British Radio Sessions 1969–1971 (On the Air, 2013)

Con John Mayall

Bare Wires (Decca, 1968)
Primal Solos (London, 1977)
Rare Tracks Vol. 2 (Decca, 1981)
London Blues 1964–1969 (Deram, 1992)
70th Birthday Concert (Eagle, 2003)

Con i Talk Talk

It's My Life (EMI, 1984)
Spirit of Eden (Parlophone, 1988)
Laughing Stock (Verve, 1991)

Con Colin Towns

Mask Orchestra (Jazz Label, 1993)
Nowhere & Heaven (Provocateur, 1996)
Bolt From the Blue (Provocateur, 1997)
Dreaming Man with Blue Suede Shoes (Provocateur, 1999)
Another Think Coming (Provocateur, 2001)
The Orpheus Suite (Provocateur, 2004)

Con Stan Tracey

Genesis (STEAM, 1987)
We Still Love You Madly (Mole, 1989)
Live at the QEH (Blue Note, 1994)
The Durham Connection (33 Records, 1999)

Con Mike Westbrook

Marching Song Vol. 1 (Deram, 1969)
Marching Song Vol. 2 (Deram, 1969)
Marching Song: An Anti-War Jazz Symphony (Deram,, London 1970)
Metropolis (RCA/Neon, 1971)
Citadel/Room 315 (RCA 1975)
Love/Dream and Variations (Transatlantic, 1976)
The Westbrook Blake (Bright As Fire) (Original, 1980)

Con Kenny Wheeler

Windmill Tilter (Fontana, 1969)
Music for Large & Small Ensembles (ECM, 1990)
A Long Time Ago (ECM, 1999)
The Long Waiting (CAM Jazz, 2012)




Collaborazioni varie

Barry Adamson, Black Amour (Mute, 2002)
Mike de Albuquerque, We May Be Cattle But We've All Got Names (RCA Victor, 1973)
Jon Anderson, Animation (Polydor, 1982)
Julian Argüelles, As Above So Below (Provocateur, 2003)
Steve Ashley, Stroll On (Line, 1989)
Berlin Contemporary Jazz Orchestra, Berlin Contemporary Jazz Orchestra (ECM, 1990)
Chris Biscoe, Profiles of Mingus (Trio, 2010)
Marc Brierley, Welcome to the Citadel (Cherry Tree, 2014)
Brilliant, Kiss the Lips of Life (WEA, 1986)
Pete Brown, The Not Forgotten Association (Deram, 1973)
Buzzcocks, Strange Thing (United Artists, 1980)
Caravan, For Girls Who Grow Plump in the Night (Deram, 1973)
CCS (Collective Consciousness Society, led by guitarist Alexis Korner), C.C.S. (RAK, 1970)
CCS, C.C.S. 2 (RAK, 1970)
Cerrone, Cerrone IV the Golden Touch (Malligator, 1978)
Keith Christmas, Brighter Day (Manticore, 1974)
Philip Clemo, The Rooms (All Colours Arts, 2008)
Tony Coe, Zeitgeist Based On Poems of Jill Robin (EMI, 1977)
Colosseum, Those Who Are About to Die Salute You (Fontana, 1969)
Lol Coxhill, More Together Than Alone (Emanem, 2007)
David Coverdale, North Winds (Polydor, 1978)
Curved Air, Airborne (RCA Victor, 1976)
Delegation, Deuces High (Ariola, 1982)
Lynsey de Paul, Surprise (MAM, 1973)
Bob Downes, Open Music (Philips, 1970)
Bob Downes, Hells Angels (Openian, 1975)
Bill Drummond, The Man (MNW, 1986)
Elf, Carolina County Ball (Purple, 1974)
Gil Evans, The British Orchestra (Mole, 1983)
Gil Evans, Take Me to the Sun (Last Chance Music, 1990)
Neca Falk, Najja Ostaju (RTV Ljubljana, 1980)
Georgie Fame, Right Now! (Pye, 1979)
Bryan Ferry, These Foolish Things (Island, 1973)
Bryan Ferry, Another Time, Another Place (Island, 1974)
Paul Field, Restless Heart (Myrrh, 1983)
Martyn Ford, Smoovin (Vertigo, 1976)
Sharon Forrester, Sharon (Vulcan, 1975)
Allan Ganley, June Time (Vocalion, 2009)
Michael Garrick, Home Stretch Blues (Argo, 1972)
Michael Garrick, Troppo (Argo, 1974)
Dana Gillespie, Ain't Gonna Play No Second Fiddle (RCA Victor, 1974)
Gordon Giltrap, Visionary (Electric Record Company, 1976)
Gordon Giltrap, Perilous Journey (Electric Record Company, 1977)
Carol Grimes, Warm Blood (Caroline, 1974)
John Gustafson, Goose Grease (Angel Air, 1997)
John Harle, The Shadow of the Duke (EMI, 1992)
Hawklords, 25 Years On (Charisma, 1978)
Murray Head, Nigel Lived (CBS, 1972)
The Hollies, Russian Roulette (Polydor, 1976)
Glenn Hughes, Play Me Out (Safari, 1977)
Neil Innes, The Innes Book of Records (Polydor, 1979)
Neil Innes, Off the Record (MMC, 1982)
Incognito, Tomorrow's New Dream (Space Shower Music, 2019)
Chaz Jankel, Chasanova (A&M, 1981)
Elton John, A Single Man (Rocket, 1978)
Denis King, Rainbow Room (Frituna, 1986)
Hans Koller, New Memories (33 Records, 2002)
Locomotive, We Are Everything You See (Parlophone, 1970)
Don Lusher, Cavatina (Chandos, 1980)
Humphrey Lyttelton, Gonna Call My Children Home/the World of Buddy Bolden (Calligraph, 1986)
Malcolm and Alwyn, Wildwall (Key, 1974)
Manfred Mann, Radio Days Vol. 1: Live at the BBC 64–66 (Creature Music, 2019)
John Mayer, Dhammapada (Vocalion, 2006)
Jackie McAuley, Jackie McAuley (Philips, 1971)
Memphis Slim, Blue Memphis (Warner Bros., 1970)
Louis Moholo, For the Blue Notes (Ogun, 2014)
New Jazz Orchestra, Le Dejeuner Sur L'Herbe (Verve, 1969)
Joao Pedro Pais, Tudo Bem Edicoes Valentim de Carvalho (2004)
Shawn Phillips, Faces (A&M, 1972)
The Pretenders, Pretenders II (Sire, 1981)
Quantum Jump, Barracuda (Voiceprint, 1998)
Sam Rivers, Tony Hymas, Eight Day Journal (Nato, 1998)
The Sadista Sisters, the Sadista Sisters (Transatlantic, 1976)
Bill Sharpe, Famous People (Polydor, 1985)
Gary Shearston, The Greatest Stone On Earth and Other Two-Bob Wonders (Charisma, 1975)
Slapp Happy, Slapp Happy (Virgin, 1974)
Spirogyra, Bells, Boots and Shambles (Brain/Metronome 1973)
Stan Sulzmann, Birthdays Birthdays (Village Life, 1999)
John Surman, The Brass Project (ECM, 1993)
These New Puritans, Field of Reeds (Infectious Music, 2013)
Evelyn Thomas, I Wanna Make It On My Own (Casablanca, 1978)
Evelyn Thomas, Have a Little Faith in Me (AVI, 1979)
Barbara Thompson, Barbara Thompson's Jubiaba (MCA, 1978)
Richard Thompson & Linda Thompson, Pour Down Like Silver (Island, 1975)
Keith Tippett, Frames (Ogun, 1978)
Lee Towers, You and Me (Ariola, 1985)
Jasper van 't Hof, George Gruntz, Fairytale (MPS, 1979)
Van Morrison, Avalon Sunset (Polydor, 1989)
Van Morrison, Enlightenment (Polydor, 1990)
Alexander von Schlippenbach/Berlin Contemporary Jazz Orchestra, The Morlocks and Other Pieces (FMP, 1994)
Loudon Wainwright III, I'm Alright (Rounder, 1985)
Charlie Watts, Watts at Scott's (Black Box/Sanctuary, 2004)
Don Weller, Live (33 Records, 1997)
Alan White, Ramshackled (Atlantic, 1976)
Norma Winstone, Edge of Time (Argo, 1972)
Wynder K. Frog, Out of the Frying Pan (Island, 1968)
Momoe Yamaguchi, Golden Flight (CBS/Sony, 1977)
Michael Zager, Life's a Party (Private Stock, 1979)

domenica 19 giugno 2022

Ryo Fukui - ' Live At Vidro '77 '

Se avete letto qualcosa su Ryo, saprete che molto probabilmente non avrebbe approvato l'uscita di questo album dal vivo. Il grande pianista di Sapporo viene descritto come un perfezionista. Voleva solo pubblicare il meglio e, nelle sue intenzioni, ogni registrazione può essere soppiantata da un'altra più riuscita, più accurata, più... tutto.

In questo album, Ryo Fukui ci dà un'altra interpretazione di "Mellow Dream", di gran lunga una delle sue composizioni più amate di sempre. Potrebbe in realtà essere la prima versione mai registrata del brano in questione, poiché sappiamo che ne completò la scrittura appena prima di questa esibizione. Possiamo inoltre ascoltare qui le prime versioni di Ryo Fukui di "My Foolish Heart" e "Speak Low". 

Fino all'uscita di Live At Vidro '77 (che ha visto la luce solo nel 2021), non avevamo ancora sentito l'artista eseguire gli altri tre standard jazz contenuti in questo album. Il suo gruppo - Ryo Fukui Trio, con suo fratello Yoshinori alla batteria - suona con vigore "Love For Sale", poi cattura in modo superbo la calma di "Body and Soul"... e la sua versione di "Mr. P.C." sarebbe sicuramente piaciuta a John Coltrane.

Tracklist:

00:00​ "Mellow Dream"

15:57 "Speak Low"

24:18 "Body And Soul"

33:40 "Love For Sale"

45:38 "Mr. P.C."

55:45 "My Foolish Heart"

Performers:

Piano – Ryo Fukui

Bass – Satoshi Denpo

Drums – Yoshinori Fukui

Questo disco è il più lungo nella discografia di Fukui... e si pensi che costituisce la metà dell'intera sua produzione live rimastaci su supporto audio! Ryo non ci ha lasciato granché dei suoi lavori, ma è probabile che ci siano ancora registrazioni di suoi concerti, da qualche parte nel mondo, che attendono solo di essere tirate fuori pubblicate. Adesso abbiamo sei album di Ryo Fukui. Finora erano cinque: quasi impossibile crederci, considerando che Fukui era attivo da molto tempo e che si esibiva regolarmente al jazz club 'Slowboat' di Sapporo, i cui proprietari erano lui e la moglie Yasuko. Assurse a fama internazionale solo dopo la morte, avvenuta nel 2016. (Era nato nel 1948.)

Nel 1992, durante un viaggio in America, incontrò Barry Harris, pianista jazz di Detroit che gli insegnò alcuni trucchi del be bop. A quel punto Fukui aveva realizzato due album: Scenery e Mellow Dream (scoperti solo decenni dopo dalla massa di appassionati di jazz, e rivalutati dagli esperti). A diciassette anni di distanza dall'ultimo, pubblicò My Favourite Tune, con lui da solo al piano. Quattro anni dopo fu la volta di In New York, in trio con il batterista Leroy Williams e il bassista Lisle Arthur Atkinson. 

A Letter From Slowboat fu ralizzato nel 2015, registrato direttamente nel proprio locale.
Dopo la sua morte, avvenuta per un linfoma, Barry Harris ha suonato più volte, nei concerti, il brano "Fukai Aijo (深い愛情)", composto per ricordare l'amico scomparso.


Discografia


  Studio albums


1976: Scenery

1977: Mellow Dream

1994: My Favorite Tune

2015: A Letter From Slowboat


    Live albums


1977: Live at Vidro '77 (released in 2021)

1999: Ryo Fukui in New York


   Brian Harris - "Fukai Aijo" ("Amore profondo", in giapponese)